Incomprensioni – lo Humoracconto
Incomprensioni
humoracconto di Valeria Barbera
Ridemmo tutti a crepapelle all’annuncio del suo nuovo metodo per la produzione di energia.
L’eco mediatico del precedente fallimento perdurava nelle alte sfere della Scienza e qualche industriale serbava ancora legato al dito il ricordo di promesse mai mantenute. Ma lui non aveva voluto indugiare oltre. Al diavolo le passate incomprensioni, si era detto. Continua a leggere…
Una Famiglia Normale
Quando ero piccola scrissi in un tema scolastico questa frase: “Nella mia casa ci vivo tranquilla”. Non avevo ancora capito cos’era la tranquillità.
Per decine di anni a casa mia non si è fatto che litigare: si litigava per il bagno occupato (famiglia numerosa), si litigava perché io, secondo alcuni illuminati, ero “colpevolmente” single, si litigava per il vestito prestato che non tornava indietro, si litigava per chi doveva cantare per primo la canzoncina di Natale, si litigava perfino per la quantità di coca cola versata nel bicchiere (tu ne hai di più, io ne ho di meno). Continua a leggere…
Il Registro delle Opposizioni e il Decreto Legge sul Telemarketing
Amiche e amici che ancora nel 21° secolo siete costrette a rispondere alle telefonate dei call center selvaggi, a cui la sottoscritta, stufa delle loro rotture di balle, ha deciso nel 2009 di non rispondere più.
La mia storia coi call center iniziò coi 1001 modi per divertirsi coi call center insistenti, dove recitavo alcune scenette per dissuaderli dal telefonare ancora. Hanno continuato a chiamare, però io mi sono divertita un mondo. Continua a leggere…
Forse sono un automa
Leggo spesso di giovani e trentenni che si lamentano di una grossa azienda dove ho lavorato come sviluppatore di software e dove ho amato lavorare.
Si lamentano che a lavorare lì non si ha più una vita, che fanno troppi straordinari, che lavorano anche il sabato e la domenica, che devono fare le trasferte, che non hanno più il tempo di uscire con la ragazza, che per lavorare lì bisogna essere automi, troppo stress da lavoro e bla bla bla. Continua a leggere…
Chi Sono i Veri Amici
Per andare d’accordo con tante persone bisognerebbe non avere nessun pregio, nessuna qualità, nessuna capacità, nessuna fortuna.
Esistono varie categorie di persone: Continua a leggere…
Il primo pianto del 2011
Un’estate di tanti anni fa morì mio padre.
Eravamo sulla soglia di un periodo che avrebbe dovuto liberarci dai tanti pesi altrui che avevamo dovuto sostenere nei dieci anni precedenti, ma anche quel traguardo ci fu negato.
Volere è Potere? Per me è il contrario
Due anni fa commentavo così un articolo sulla legge di attrazione (commento numero 9)
quelle cose che non possiamo controllare in un modo possiamo controllarle in un altro modo, non facendoci comunque mettere ko dagli eventi, magari con un po’ di sana strafottenza. Se non posso controllare l’eventO posso guidare le mie reazioni in modo costruttivo.
Molti anni fa, ogni 31 dicembre scrivevo sull’agenda tutte le cose che avrei voluto realizzare col nuovo anno, per poi scoprire, l’anno dopo, che non ero riuscita a realizzarle tutte.
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Quando Si Odia il Proprio Lavoro: la Zavorra
Mio padre mi ha insegnato che “non sempre si può fare il lavoro che si desidera, ma si deve comunque farlo bene“.
Lui voleva diventare avvocato ma ai tempi della sua giovinezza non fu possibile per via della Guerra, e, avendo frequentato le scuole magistrali, scelse la professione di insegnante. Lo restò per più di 40 anni e abbiamo perso il conto delle visite, telefonate, lettere e delle cartoline che i suoi alunni hanno continuato a mandargli negli anni dopo la scuola.
Quelle letterine sono state per lui la migliore customer satisfaction.
Ancora oggi vari parenti e conoscenti lavorano nella Scuola, facendo i salti mortali previsti dalle riforme che ti classificano come fannullone con fin troppa leggerezza. Ma chi sono i veri fannulloni?
La protesta di Paola Caruso, precaria da 7 anni
Paola Caruso è giornalista del Corriere, ma con un contratto precario. Il problema è che va avanti così da 7 anni , e quando finalmente si libera un posto in redazione esso viene assegnato ad un giovane appena uscito da una scuola di giornalismo.
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