Homini Ruffianensi – Quando i Manipolatori Fanno le Fusa


Carissime donne, carissimi uomini,
come sapete esistono Homini Ruffianensi (senza distinzione di genere) convinti che basti una moina, due complimenti sull’aspetto/intelligenza e leccaculaggini varie per entrare nelle vostre grazie.


No, non per quello, ché già hanno come provvedere, ma per ricevere la vostra benevolenza, dalla quale poi discenderà il vostro aiuto, magari l’avanzamento di carriera, l’avvio di carriera, o semplicemente la classica parolina per ottenere una buona reputazione, magari passare perfino per persone in gamba.
Mi obiettate che “No, con me non funziona, sono troppo sveglio/a, quella gente lì l’annuso al volo etc etc” e poi puntualmente vi vedo cascare come pere.
Ve lo dico con parole semplici. Ci fate una pessima figura. Proprio una figura di emme destinata a restare nella storia.

Eh, no, non v’aspettate che chi vi orbita intorno ve lo dica con qualcosa che non assomigli a un segnale di fumo, perché sapete benissimo che

  • una volta che gli Homini Ruffianensi vi hanno conquistato, niente e nessuno può riportarvi sulla Terra, per lo meno non sani.
  • pur di non riconoscere di esservi fatti manipolare per l’ennesima volta, preferite additare come “nemici della Patria” proprio chi ha cercato di aprirvi gli occhi. Eh già, loro sono colpevoli del reato di “omissione di arruffianamento”.

Se in più occupate un ruolo dirigenziale, men che meno potrete mai dubitare della lealtà degli Homini Ruffianensi che bazzicano fra i sottoposti. Ne andrebbe del vostro onore, per non parlare della leggenda che aleggia intorno a voi, mi riferisco a quella della vostra infallibile perspicacia nel capire le persone, leggere fra le righe, decifrare i silenzi etc etc. Riconoscere di aver commesso un errore non è da italiani, diciamola tutta, via.

Non ne parliamo poi se seguite il detto “Dagli amici mi guardi Iddio ché dagli nemici mi guardo io”. In questo caso siete i peggiori, perché puntualmente scambiate gli amici coi nemici e alla fine restate più soli di tutti.

Perciò, proviamo a prevenire.  Se volete qualcuno che si metta a quattro zampe e vi faccia le fusa, adottate un gatto. Vi chiederà solo croccantini, le ciotole piene, la lettiera pulita, la cuccia e le coccole. Punto.

Pensate che guadagno rispetto al cane: non dovete nemmeno portarlo a spasso alle undici di sera con la pioggia e con la neve.
Però vi darà in cambio più lealtà e amicizia di quanta ne riceverete mai dagli Homini Ruffianensi.
Loro, invece, vi prenderanno il dito con tutta la mano e, quando non gli servirete più, ve la amputeranno.  Cosa? No, no, ve lo garantisco, quel momento arriva sempre. Prima o poi ve li ritrovate a volteggiare sopra di voi, occupati a ricoprire di escrementi le vostre testoline. Fidatevi. I ruffiani anziani hanno già riservato il trattamento ai loro stessi genitori, mentre quelli meno anziani progettano di farlo perfino a loro.

I repeat:  quel momento, in cui vi ritrovate col culo per terra, arriva sempre e se vi illudete di assicurarvi un riparo prima di ciò, siete più falliti di loro.
La ruffianeria ha un tintinnio diverso dalla sincerità, ascoltatelo. Tanto lo so che ne siete capaci.

Oh, poi se vi va bene quella schifezza… L’orecchio è vostro, però non v’aspettate che vi fasci il moncherino né tanto meno che stia lì a sorbire quella accozzaglia di stonature.
Ci tengo all’udito.

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