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Comunicare oggi, Esperienze e rilfessioni, Scuola e Università

Pregiudizi, incomprensioni e malelingue nuocciono ai rapporti

malelingueCredo che nessuno di voi sia immune a queste situazioni, in cui tu sei in un modo ma altri ti vedono in un altro, tu parli in italiano, gli altri capiscono altre cose

Sono una persona un po’ introversa ma socievole, il mio difetto è che quando dico o scrivo qualcosa m’aspetto di essere capita, il che non è difficile dato che dico ciò che intendo e intendo ciò che dico, qualità abbastanza rara che sicuramente non mi aprirà mai le porte del successo.

Infatti se vi guardate intorno, nella vita reale ma anche sul web, coloro che vanno avanti sono quelli che fanno promesse e non le mantengono, trincerandosi dietro a scuse improponibili, che predicano bene e razzolano male, che offrono al prossimo un ologramma costruito a misura delle loro aspettative, frasi ad effetto per raccogliere consensi. e non mi riferisco ai politici.

Così quando arrivate voi che siete limpidi e senza doppi fini…gli increduli ve ne devono attribuire un po’, per omologarvi.  Anche se non fornite ganci, vi cuciono un vestito addosso.

PREGIUDIZI ALL’ASILO

Così successe che all’asilo due bambini mi presero subito in antipatia perché, siccome avevo una cugina che lavorava lì come maestra, decisero, alla loro “veneranda” età, che fossi “raccomandata” perché avevo le “conoscenze nelle alte sfere“.

Un caso di sospetta raccomandazione all’asilo che neanche i polli avrebbero immaginato….

Non so che genitori avessero quei bambini, ma che negli anni ’70 i bambini di 4-5 anni già sapessero cos’è un raccomandato mi fa pensare…

MALDICENZE A SCUOLA

Così successe che dalle medie alle superiori alcune persone invidiose mi costruirono alle mie spalle la reputazione di secchiona.

Non passa i compiti a nessuno” era la favola che girava. Succedeva che benché io chiedessi di passarli anche al resto della classe ciò non avveniva e a fine compito tre quarti dei compagni mi manifestavano tutto il loro disprezzo.

Dopo anni di accuse di secchioneria avevo deciso di seguire questo proverbio: “Se non puoi combattere i tuoi nemici alléati con loro“. Ormai stufa di questo incomprensibile astio nei miei confronti, il succo del discorso fu: volete una secchiona? Allora avrete solo quello!

Non ero minimamente una secchiona (leggi “come passare per secchioni senza studiare“), ma i voti alti erano per alcune persone la prova che mentissi. Inoltre la loro maggiore capacità di infuenzare le opinioni, essendo appartenenti di diritto al “volgo” in quanto “non-secchioni dichiarati” , vinceva sulla mia timidezza, che oops viene sempre confusa con superiorità. E’ come nell’invasione degli ultracorpi: se poco poco non sei come gli altri, se non fai comunella, se non fa l’ipocrita, se sei te stessa insomma e non hai amicizie importanti da leccare, sei fuori dal gruppo.

E poi si sa, chi è bravo a scuola viene sempre invidiato, è un bersaglio facile.

Iniziata la mia attività di “simulante secchiona“, stranamente i compagni che tanto mi odiavano simpatizzarono con me, improvvisamente vedevano in me mille qualità, iniziarono a parlarmi.

Così dopo tanti anni di incomprensioni mi fu spiegato da più parti  che i miei compiti non gli erano mai arrivati, sostituiti dalla bugia “Ha detto che non ve li vuole passare“.

Incazzata come una biscia preparai vendetta.

Di punto in bianco, quando i responsabili della malalingua mi telefonavano per ricevere le dritte sui compiti a casa, mentivo dicendo che li dovevo ancora fare: sì, anche se erano le 11 di sera! E già che c’ero mi facevo dare io le dritte da loro, per la serie “chi sfrutta verrà sfruttato“. Col tempo queste persone non telefonarono più.

Appena ebbi l’occasione cambiai banco e mi allontanai quanto più possibile dalla zona infestata, non frequentai più le persone che mi sfruttavano e mi rovinavano la reputazione. Mi creai un mio gruppo e finalmente le nuvole furono eliminate, i miei compiti potevano circolare liberamente, bloccandosi, guarda un po’, poco prima della zona infetta. Del resto chi la fa l’aspetti, io non ero quella che non passava i compiti? Quindi eccoli serviti.

Apoteosi quando i prof si accorsero che il mio cambio di posto aveva coinciso con un calo di rendimento in alcuni studenti….

Quelli del mio gruppo, a cui non riservai questo trattamento, furono ben contenti.

MALELINGUE ALL’UNIVERSITA’

In questo luogo dove s’imparano le cose d’adulti imparai quanto può essere cretina la gente.

Conobbi persone che, come scoprii in seguito, ce l’avevano con me perché all’esame di maturità avevo avuto un voto superiore e all’Università continuavo a farlo (ma vi rendete conto?).  Il problema é che per mantenere buoni rapporti con me era necessario che mi facessi bocciare, cosa che con tutta la buona volontà non mi riusciva.

Dopo aver scoperto un tentativo di mettere me e una mia cara amica contro, con un piano degno di una soap opera, la scema che era in me cercava ancora di essere comprensiva, convinta che prima o poi avrebbero capito che si può essere amici anche di chi ha i voti alti, ma evidentemente era un affare a perdere.

bla blaLi persi di vista dopo l’ennesimo esame da me superato e qualche tempo dopo mi arrivò all’orecchio da terze persone la mia nuova reputazione: io ero una fetentona che non solo si permetteva di superare gli esami al primo colpo, ma, udite udite, se ne vantava pure. Io che per rispetto verso i bocciati mi sentivo addirittura in colpa per aver superato l’esame.  Strano che, antipatica come gli dovevo apparire, alcuni bocciati mi telefonassero per sapere che voto avevo preso.  “Ciao bella come stai? pensavo a te… a proposito… come è andato l’esame?…30? …. oh… vabbe’, ah senti, mi puoi prestare i tuoi appunti? ciao devo andare

Ma così è la vita. Non ero inserita nei grandi gruppi, quelli che contano, quelli che stavano tutta la giornata in Università e avevano contatti con molte persone, quelli dove ne raccontavano di tutti i colori. E ovviamente chi non ti conosce si beve sempre tutto quello che gli arriva da un amico, da quello che lui considera un amico anche se non lo è.  Anche quando ti conosce un po’ e vede che, ohibò, non corrispondi al profilo che gli hanno menato, continuerà a dare credito al suo grande amicone, quello dei vestiti dell’imperatore. D’altro canto anche se rintracci i responsabili e gliene dici quattro la loro versione rimarrà la stessa. Siete il loro capro espiatorio.

E fu così che enunciai il primo principio sociale di Valeria Barbera

La gente vede solo quello che vuole, quello che le pare, quello che le fa più comodo. La verità la guarda in faccia solo quando non ha niente da perdere, che siano soldi, vantaggi, favori, stima o altro.

Sembra che sia più facile sopportare una bocciatura o un 18, un fallimento, una brutta giornata, se ti offrono un capro espiatorio, uno che va bene a scuola per meriti suoi ma che al bocciato sembra così ingiusto, uno che sembra non avere problemi quando tu non riesci a non pensare ai tuoi. Se poi non lo conosci puoi pensar male di lui quanto vuoi, basta ricevere un soggetto interessante e nominarlo protagonista.

LE INCOMPRENSIONI E IL CAPRO ESPIATORIO

Così può succedere che dopo una giornata di malumore  capiti qui e pensi che questo blog o la suddetta si presteranno a farti da parafulmine, che ti capiranno e ti scuseranno se leggi al contrario quello che ha scritto.

Può succedere che figlia di due insegnanti, col 90% dei parenti e contorno vario, che in vari ruoli lavorano a scuola con orgoglio tanto da non voler andare in pensione, che certi politici neanche li considera, che pensa solo bene della scuola e che capisce perfettamente come sia difficile lavorare in certe atmosfere e con certe riforme dato che ne vede i risultati in famiglia, venga etichettata fantascientificamente come una coi pregiudizi sulla scuola.

A me dispiace tanto che per quanto chiaramente uno scriva arrivi sempre il solito che non legge, per quanto uno si sgoli l’altro sia sordo, ma ho deciso di non essere più comprensiva con le travisazioni, volontarie o involontarie che siano.

Ho dato seconde terze e quarte occasioni, le hanno sprecate, così ho deciso che dato che non ricevo il beneficio del dubbio non concedo la  seconda occasione.

Non perdono e non frequento chi giudica a priori, né offline né sul web.

Leggi anche cosa penso dei giudizi affrettati, quando è opportuno mentire, analfabetismo su forum e social network

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Discussione

7 pensieri su “Pregiudizi, incomprensioni e malelingue nuocciono ai rapporti

  1. Ciao Valeria. Prima di commentare ho preferito leggere tutto il post, anche se dalle prime righe si capiva benissimo il contenuto e lo spessore di cio’ che hai scritto. So cosa vuol dire cio’ che tu descrivi e ammiro il tuo modo schietto e sincero di esprimerti senza ipocrisie. Credo che spesso le persone che si comportano in modo bieco nei confronti dell’altro e’ perche’ fondamentalmente ne hanno anche un po’ paura, forse perche’ si sentono meno validi e tendono a screditare cio’ che di buono fanno gli altri e ad emarginarli. Forse son loro che non han capito che non c’e’ un chi e’ migliore o peggiore in assoluto, ci son semplicemente delle capacita’ peculiari per ogniuno di noi che sarebbe bello condivire con gli altri. Questo e’ cio’ che penso. Un abbraccio.

    La Alex

    Pubblicato da Alessandra | 13 settembre, 2010, 4:08 am
  2. Ciao.. Mi trovavo a passare di qui, e mi sono fermata a leggere il tuo post.
    Che dire.. per la gente o è tutto bianco o è tutto nero. Se non pensi come la massa vieni immediatamente etichettata come una poco gentile od una che “non passa i compiti a scuola”. Glelo puoi ripetere in tutte le lingue che non sei così, puoi porgli di fronte tutte le prove di questo mondo, ma resterai sempre quello che hanno deciso loro.
    E’ una brutta cosa.
    Alcune persone, poi, sono talmente cocciute che non cambieranno idea nemmeno sul letto di morte.
    Nella loro mente ti plasmano come vogliono.
    Una cosa intelligente da fare è sicuramente quella di restare se stessa nonostante tutto.
    Il fatto che hai provato a farti accettare come stereotipo, e non come persona, mi stupisce. Come hai fatto a fingere per tutto quel tempo?
    Comunque sia, secondo me solo persone molto sceme -.-

    Pubblicato da Principessa Harmony | 17 settembre, 2010, 5:02 pm
    • Ciao Principessa :)
      Ho provato per anni a farmi accettare come persona (non secchiona), ma loro continuavano a considerarmi come una secchiona per i voti alti e, soprattutto, per la maggiore influenza delle amiche che gli dicevano cosa pensare.
      Alla fine mi hanno accettata come persona solo quando all’ultimo anno mi sono infischiata di cosa pensavano e non ho più cercato di fargli capire che si sbagliavano. Quando insomma non mi sono più preoccupata di farmi accettare da loro.

      E’ bastato poco, tanto i voti alti li ho sempre presi :)

      E’ difficile far capire alla gente che si può andar bene a scuola per intelligenza e non per aver sgobbato 10 ore a studiare, ma gli adolescenti a volte sono meno aperti degli adulti :)
      Poi comunque alla fine hanno capito che erano stati ingannati e si sono coalizzati con me :)

      Pubblicato da vally | 17 settembre, 2010, 6:50 pm
  3. “Gli umani hanno una sorprendente capacità di credere in ciò che vogliono ed escludere ciò che provoca loro dolore” diceva Spock.

    Ed è vero, ed è applicabile a tutto: schemi in primis.

    Questi sono post interessanti che meritano davvero di essere letti da molti e commentati da tutti. Questi scritti trasudano di punti su cui possono nascere bellissime discussioni sulla psicologia sociale.

    E più leggo e più mi rendo conto che essere gli alieni, alla fine, è quasi una salvezza, laddove da sempre è stato un difetto. ;)

    Pubblicato da Pikadilly | 30 settembre, 2010, 5:56 pm

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  1. Pingback: Frasi Storiche sui Social Network: Luglio 2010 « Valeria Barbera: My Blog - 3 novembre, 2010

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