Sanremo 2010: il Festival del Televoto


E’ terminata ieri sera la 60ma edizione del Festival di Sanremo, forse la più contestata ma anche la più televotata e le due cose sono strettamente collegate.

Vincitore di Sanremo 2010, a sorpresa come ribadito dalla padrona di casa Antonella Clerici, Valerio Scanu, uscito dal talent show Amici 8 ma ancor prima scoperto ragazzino da un certo Mike Bongiorno in “Bravo bravissimo”.

Si può dire che il principino di Amici ha battuto il principe Emanuele Filiberto, arrivato secondo e presentatosi con la sua dedica d’amore all’Italia e in un inedito trio che a me ricordava simpaticamente I Tre Caballeros.

Premetto che a me piace “Amici“, trasmissione che seguo da anni perché a me piace vedere ragazzi dal nulla avviarsi sulla strada dello spettacolo e soprattutto trovo rinfrescante risentire canzoni famose cantante in modi e con voci nuove, ma piace ancor di più poter vedere un po’ di danza classica o di lirica in prima serata, discipline artistiche spesso relegate alle ore notturne.

Mi è anche simpatico Emanuele Filiberto, perché al di là delle sue ascendenze mi sembra una persona semplice e solare, con poche capacità ma buoni propositi.  Se poi lo sono davvero, lo dirà il tempo.

Detto ciò, mi ritrovo purtroppo d’accordo con chi afferma che queste due canzoni non meritavano il podio, sebbene facendo un giro sulla rete due sere fa,  i risultati di diversi sondaggi online vedevano sul podio effettivamente Valerio Scanu e Emanuele Filiberto. Se si chiama Festival della Canzone Italiana bisogna valutare la canzone, invece sono diversi anni che invece della canzone si valuta il cantante, ma attenzione, secondo me non è una questione recente ma di lunga data, è dai tempi di Claudio Villa e Domenico Modugno che va avanti questa moda. E’ infatti la legge della discografia: non conta solo la canzone ma anche chi la canta e come e lo stesso fatto che ad Amici 9 i discografici avevano selezionato ragazzi come Davide Flauto, praticamente un Tokyo Hotel italiano dei poveri, è indice della tendenza musicale attuale.

Quindi non possiamo lamentarci se a vincere il Festival non sia sempre la canzone per la canzone ma spesso il cantante, così come sorgono contestazioni a priori, vedi il caso Povia, mal sopportato dai più indipendentemente da cosa canta e accusato di opportunismo.

Andiamo nel dettaglio e vediamo le singole canzoni, testo e musica, di Sanremo 2010.

Morgan – La sera: ops, la canzone è stata esclusa o meglio IL cantante è stato escluso a causa delle dichiarazioni fatte sul suo rapporto con la droga.  Non importa se la canzone era bella o brutta, se non la canta Morgan non la canta nessuno. Perché si sa, con X-Factor Morgan ha acquisito una fama invidiabile e l’impatto sul pubblico non sarebbe stato lo stesso: la canzone regina la elegge il pubblico col televoto, o meglio, il televoto e basta.

Arisa – Malamorenò.   Parliamoci chiaro: a me Arisa non piace, non credo che la sua immagine non sia costruita ad hoc, inclusa camminata e modo di parlare, e trovo musicalmente opportuniste le sue canzoni, da “Sincerità” in poi.  Quando lo scorso anno uscì a Sanremo a me sembrò di sentir cantare la signora Mario, alias la Marchesini.  Con questa nuova canzone invece, non ho potuto fare a meno di immaginare un pascolo di mucche. L’elemento più simpatico è stato il trio che l’accompagnava, le sorelle Marinetti, cugine lontane delle sorelle Bandiera.  Sicuramente la sua è la canzone più orecchiabile di questo Sanremo ed  per questo che la si canticchierà.

Malika Ayane – Ricomincio da qui: è la canzone più sofisticata, riservata ad un pubblico d’elite più che a Sanremo, bella ma non avrà lo stesso successo di “Come le foglie”. Malika quest’anno ha raccolto ciò che ha seminato un anno fa. Infatti anche secondo me avrebbe dovuto essere lei la vincitrice di Sanremo  2009 Nuove Proposte e non Arisa. Ma una certa aria di benevolenza per un personaggino alla Calimero glielo impedì e il televoto fece il resto. Quest’anno non aveva molte possibilità di vincere, non se decide il televoto.

Simone Cristicchi – Meno Male [canzone ironica su Carla Bruni]: questo è un altro cantante che io detesto. Il caso Povia al contrario. Davvero non sono opportuniste le sue canzoni? Prima canta di matti dimenticati e recita la scena di uno che salta dal tetto, ora ironizza sulla superficialità degli italiani. Lui pone problemi ma non porta soluzioni, se è per questo ci sono mille altri cantanti che lo sanno fare e lo fanno da decenni;  forse Cristicchi non sa che la contestazione del ’68 non è mai finita, almeno nel campo musicale.  Infatti se c’è una cosa che in Italia si sa fare è contestare, ma a quanto pare nessuno sa proporre soluzioni. E’ questo il peggior difetto e io sono stufa di questa assenza di propositività, è tempo di iniziare a ragionare in modo costruttivo, se non si riesce a fare in politica cosa impedisce ai cantanti di farlo con canzoni che peraltro conpongono proprio loro?

Toto Cutugno – Aeroplani: Canzone vecchio stile, tipicamente sanremese, troppo….Ve la ricordate davvero?

Nino D’Angelo – Jammo Jà: Orbene, io sono di Napoli e ne ho piene le scatole di queste continue crisi d’identità. Nino, per cortesia, basta con queste influenze medio orientali da paese sotto dominazione,  siamo ancora Italiani e la musica napoletana è un’altra cosa, ha precisi canoni che in questa canzone non si vedono. Ti sottolineo che neanche a me piace Gigi D’Alessio ma la tua strada non è che sia tanto meglio e la enorme presenza di extracomunitari non giustifica questo presunto cambiamento di gusti musicali.

Irene Grandi – La cometa di Halley: A me non piace Irene Grandi, per i miei gusti ammicca troppo alla telecamera, ma ho gradito molto questo rock melodico arioso e un po’ déjà vu, che sentiremo spesso.

Fabrizio Moro – Non è una canzone: Appunto, non è stata considerata una canzone ma una pausa di riflessione. Purtroppo in Italia siamo così aperti che una volta che un cantautore ha composto una canzone impegnata dopo non può mettersi a cantare altro.

Nomadi con Irene Fornaciari – Il mondo piange: Non amo vedere persone che vanno avanti per il cognome e le conoscenze importanti, ritengo che come cantante non sia questo granché e quando ho sentito che si presentava coi Nomadi ho temuto il peggio, cioè la solita canzone “impegnata” da ex sessantottini, ossia lagnosa. Ciò nonostante, la canzone è tenera e musicalmente risente molto dello Zucchero dei primi tempi, quello più delicato e meno indiavolato. Il risultato è un piacevole inno hippy: da notare che almeno lei non si limita a registrare che il Mondo piange ma si chiede “perché“. Very good.

Noemi – Per tutta la vita: Premetto che non mi piace nemmeno Noemi, non quando va nelle note alte. La canzone però è sorprendente e meritava.

Povia – La verità (Eluana) [Canzone su Eluana Englaro]: ecco, invece che considerarla la canzone su Eluana Englaro, consideriamola come canzone dedicata a tutti quei genitori che hanno perso un figlio, sapete, succede tutti i giorni. Invece giù con le solite pippe sul perché l’ha scritta, più o meno come per “Luca era Gay”. Il motivo che ispira una canzone non è importante, è importante la canzone, fatta di testo E musica,  e non c’è dubbio che Povia le sa comporre: ascoltarla non vuol dire prendere posizione. Se si vuole cercare la politica nella canzone allora c’è uno stuolo di cantautori cosiddetti impegnati. Della canzone di Povia, musicalmente ben organizzata e con un finale  al violoncello, incornicerei questo verso: “volo… sopra tutta quella convizione di avere la Verità.” Perché di Giudici se ne incontrano tanti ogni giorno, troppi.

Pupo con Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici – Italia Amore Mio: Veniamo al punto dolente. Lasciamo stare chi li canta o perché.  Emanuele Filiberto ha voluto dedicare questa canzone all’Italia, non sarebbe il primo e non sarà l’ultimo a coltivare un amore non corrisposto. Veniamo alla canzone.  Neanche questa è una canzone: porta con sé amore, speranza, nostalgia, ma la musica la fa sembrare una veglia funebre, peggio, mi ha ricordato l’inquietante Ninna nanna che ci cantavano da bambini, “Ninna oh Ninna oh questo bimbo a chi lo dò, se lo dò all’Uomo nero se lo tiene un anno intero“. Ma cosa faceva mai venire in mente alle nostre mamme di cantarci una roba simile con un testo alla Tim Burton? Tornando a “Italia, amore mio”, la strofa avanza a passo di funerale mentre il ritornello decolla verso il Kansas con accordi minori e  l’incipit di “Somewhere over the rainbow” prelevato a rischio di plagio dal film “Il mago di Oz” (1939). Diciamo la verità, con una musica simile, qualsiasi testo ci mettevano, pure se l’ avesse cantata Pavarotti, non sarebbe mai dovuta proprio entrare a Sanremo fin dalla fase di selezione. Una volta entrata il gioco è fatto: noi italiani amiamo contestare ancor prima di vedere o sapere, la contestazione attira al dibattito, l’esibizione è stata rivestita da pretese politiche, che novità, e per l’ennesima volta la maturità degli italiani è uscita fuori, politici e pubblico. Il sospetto di una teleraccomandazione aleggia per forza di cose: con questa canzone molte persone adulte hanno trovato nel televoto un mezzo per esprimere dissenso, ma ognuno avrà votato una canzone diversa disperdendo i voti….e inoltre lo stipendio è quello che è.

Enrico Ruggeri – La notte delle fate: La canzone è in perfetto stile Ruggeri, non quello che scrive sulle donne, ma quello allegro che vinse a Sanremo con “Mistero“. Eliminato alla soglia della serata finale, il signor Mistero paga il prezzo di una diminuzione di credibilità dovuta a certe scelte televisive poco azzeccate e al fatto che i gusti musicali cambiano e forse non solo la capigliatura va rinnovata.

Valerio Scanu – Per tutte le volte che: La cosa più bella di questo pezzo è che è stata scritta e viene cantata da giovani e rappresenta il lato acqua e sapone dei giovani di oggi, che non si buttano nelle bande, non si vendono alla droga, ma cantano di “far l’amore in tutti i laghi“.  Come si farà, lo sanno soltanto loro, ma infatti per questo sono giovani. La strofa si avvia in punta di piedi, più da aria, poi si svela il lato classico melodico del bel canto all’italiana. Bella sì, non da vincere ma bella. Ovviamente non ha vinto la canzone ma la fama di Valerio e indirettamente quella di Amici, più seguito di X-Factor e che si rivolge al vero pubblico del televoto, la generazione degli sms, i ragazzi di oggi. Ma è anche a loro che si rivolge la discografia che staziona perennemente ad Amici. Quindi perché sorprenderci e gridare allo sfregio? I dischi li comprano loro.

Sonohra – Baby: Canzone non brutta, con chitarre ad alto volume che celebrano l’amore. Poteva passare, in fondo anni fa i Sonohra vinsero Sanremo giovani con una canzone che ancora oggi mi pare una lagna.

Marco Mengoni – Credimi ancora: questo è un raro caso in cui canzone e cantante sono in sintonia. Musicalmente è ben articolata, piena e anche ottimamente arrangiata, il testo è sibillino come il cantante che ha offerto uno spettacolo da star navigata, sfoggiando una vasta gamma di espressioni, timoroso, dolce, irriverente, perverso, malizioso. Ce lo invidieranno all’estero. Se davvero Sanremo incorona la canzone e lancia il cantante dovevamo credergli ancora e farlo vincere. Ma X-Factor ha meno audience di Amici.

Sanremo è ad un punto di stallo da anni: è il pubblico che compra i dischi, si fa votare il pubblico ma internet e telefono sono in mano ai giovani e ai ricchi, che per quanto discutibili hanno le idee più chiare e possono comprare i pacchi di televoti. La cosa confortante, a questo punto, è che la massa dei giovani supera quella dei ricchi. Emanuele Filiberto arriverà, piano piano, un pezzo dopo l’altro, arriverà.

Sanremo non è morto, sanremo è più vivo che mai, è lo specchio della nostra Italia, anche lei in stallo da anni, tutta opposizione, contestazione, critiche, senza mai una proposta di soluzione.

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2 risposte a Sanremo 2010: il Festival del Televoto

  1. annarita ha detto:

    condivido alcuni tuoi giudizi, tipo quelli su Scanu e Mengoni, mentre la canzone della Fornaciari la trovo una lagna insopportabile. Ora è scoppiata la polemica sul televoto, quasi spero sia truccato, non posso pensare che gli italiani abbiano premiato il principe stonato!
    buona serata

    Mi piace

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