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Comunicare oggi, Humoracconti

Babbo Natale? Ecco la Vera Storia come Nessuno ve la Racconterà Mai

MITI E LEGGENDE SU BABBO NATALE

Babbo Natale, dopo Walt Disney, è il mito dei bambini moderni. 

Slitta Babbo Natale e Renne

Questo grosso signore vestito di rosso e con una folta barba bianca, che miracolosamente riesce tutti gli anni a fare il giro del mondo in una sola notte su una turbo slitta a cinque marce, per giunta portando sacchi di doni e giocattoli, calandosi da impossibili camini, rimpinzandosi di dolci e esclamando solo “OhOhOOhhh” al ritmo di un ruzzolone, è associato da anni alla Coca Cola e a improbabili racconti sdolcinati sulla sua origine…

Si dice che porti i doni solo ai bambini buoni. E’ falso perché li porta anche ai discoli.

Si dice che ami i bambini. Non voglio deludere nessuno ma non risulta abbia mai rilasciato dichiarazioni o interviste con tale affermazione.

Si dice che collabori con la Befana. Questo è vero.

Una cosa è certa:  è un gran lavoratore, ha un animo buono.  Ma proprio non sognava da piccolo di diventare Babbo Natale……

Ora vi svelerò la vera storia di Babbo Natale, nuda e cruda così come una sera la raccontò ai pochi fortunati che condivisero con lui una sbronza in una lontana taverna….

UN UOMO TRANQUILLO

Nikkol (“Nick“)  Lause era un normale allevatore di renne, con una casetta sempre innevata situata nella gelida Lapponia, di quelle che trovate nelle palle di neve che tanto amate scuotere.  La sua giornata era molto semplice, lì tra le nevi tranquille a tanti chilometri dalla città:  amava vivere nella natura, vi si era ritirato molti anni prima esaurito dai ritmi frenetici dell’ufficio postale, dove si recava tutte le mattine per timbrare e smistare la posta, con la sua incredibile impennata di cartoline e bigliettini d’auguri sempre sotto Natale.

Ma ora, così vicino al Circolo Polare Artico, aveva trovato la PaceNiente Tv, niente timbri, niente Internet, niente radio, anche l’ultimo giradischi era stato donato all’Ospizio di Rovaniemi

Il Silenzio e la Pace di quella splendida regione deserta e isolata, lontano dalla civiltà, erano un ristoro per l’animo. Attorniato dalle sue brave renne  Nick Lause amava quei ritmi così lenti del susseguirsi tra giorno e notte e gustava appieno quella tenue luce boreale che d’inverno avvolgeva la zona dandole un aspetto suggestico e magico.

TUTTO IN UNA NOTTE

Una brutta notte cambiò tutto. Uno strano ritmico rumore sorse dal nulla, crescendo di secondo in secondo in intensità fino a scalare tutti i decibel esplodendo proprio sulla sua testa per poi scemare furtivo e ritornare a riemergere dal quel nulla pochi minuti dopo. Svegliatosi di soprassalto, il povero Nick chiese conforto alla sua renna preferita, Blitzen, che sconsolata fissava un punto imprecisato fuori della finestra, indicando che, forse, era meglio non uscire ancora.

Il frastuono ondulatorio perdurò tutta la notte, mettendo a dura prova non solo le travi di legno che sorreggevano la casetta tutta innevata ma i nervi del povero Nick e delle sue amate renne, che la mattina dopo non avevano più latte.

All’esterno della casa un paesaggio apocalittico si stagliava davanti ai suoi occhi:  enormi sacchi grigi, neri, verdi e a pois, disseminati per oltre 50 chilometri attorno alla sua casetta innevata lo salutavano infreddoliti, arzilli e fiduciosi, ma un tantino preoccupati.

Dentro i sacchi vi erano stipate mille schifezze: vecchi trenini, lavastoviglie defunte, televisori bucati, abiti consunti dal tempo, bambole rotte, puzzles incompleti e cubi di Rubik mai riallineati. Tutti loro, sfrattati dalla civiltà e gettati alla bell’e meglio tutto intorno, chiedevano asilo politico a Nick.

La civiltà che ci ha prodotti, gli umani che ci hanno amati, guarda cosa ci hanno fatto!! Ci chiamano ‘spazzatura!” gemevano.

Gli raccontarono delle ingiustizie subìte, dell’olocausto che era toccato a molti di loro e dei riti di tumulazione, della scarsità di siti dove seppellirli vivi che aveva portato alla fine gli umani alla decisione di abbandonarli in quel bianco deserto, pensando non ci fosse nessuno….

DEI NUOVI AMICI

Nick, così in armonia con la natura – e anche un po’ incazzato con i suoi simili, tanto insensibili -  non poteva sopportare tutto quel dolore. Doveva fare qualcosa!

Con molta cura raccolse tutti i sacchi e i rifiuti, li accatastò nel capannone di fianco alla stalla, li controllò, curando i feriti e confortando i moribondi. Mesi dopo la loro salute era molto migliorata e là, tra le tranquille nevi, erano diventati grandi amici di Nick.

Andarono avanti per alcuni mesi a giocare a carte o a cantare nenie Lapponi attorno al camino nelle sere gelate. Ma ai suoi nuovi amici tutto ciò non bastava. Erano pur sempre prodotti di consumo, nati per interagire con gli umani, non avrebbero mai potuto condurre una vita solitaria e innevata; non osavano però dirlo al loro amico per non dargli un dispiacere. Ma il grande cuore di Nick percepì  il loro desiderio nascosto e si attivò subito per trovare la soluzione.  Si scoprì molto portato in restauro e riparazione e in poco tempo tutti i rifiuti ridivennero i prodotti di consumo che erano stati una volta, pronti per essere riutilizzati.

IMPATTO PROFONDO

Si recò al mercatino di Rovaniemi, ma nessuno volle adottare i suoi amici. Un negoziante del luogo gli rivelò che il suo piano di marketing faceva acqua da tutte le parti: “E’ lodevole che tu non voglia essere pagato, ma se li svendi così nessuno li vorrà mai. Devi assegnare loro un valore“. A Nick non interessavano i soldi, gli bastava la sua casetta innevata immersa nella luce boreale e le sue dolci renne. Ma alla fine dovette arrendersi e passare all’attacco.

Così fu che si recò in biblioteca dove passò giorni interi a studiare libri di marketing e strategia della vendita. Non ci capì niente e di tutti quei trattati ricordava solo una cosa : “Fai sentire importante il tuo cliente“.

Rimuginò per altri mesi ancora, fin quando capì.

Si rinchiuse a lavorare nel capannone per un giorno e una notte interi e ne uscì completamente trasformato.

UN PIANO GENIALE

Dapprima iniziò in sordina, aspettando il periodo in cui tutti erano così misteriosamente buoni da intasare gli uffici postali con biglietti e cartoline di auguri, quindi calandosi tra i camini delle case di Rovaniemi e lasciando alcuni “amici” con un biglietto “Con affetto, da Babbo Natale!” infine aspettandone l’effetto.

I bambini si dimostrarono contentissimi della novità: regali da uno sconosciuto sant’uomo che amava farsi chiamare “Babbo Natale“.

La voce si sparse in tutta la zona e il Natale dopo ci fu una grande attesa. Babbo Natale si ripresentò puntuale con regali ancora più belli e stavolta il clamore della notizia giunse fino alle orecchie di alcuni commerciali americani, che stavano per l’appunto studiando una campagna pubblicitaria che rilanciasse su grande scala una scura bevanda.

AVANTI TUTTA!

Scoprite chi è Babbo Natale!”  fu l’ordine perentorio. In breve tempo i segugi risalirono alla identità di Nick Lause, che un bel giorno si trovò degli sconosciuti  curiosi fuori alla porta.  Il contratto di sponsorizzazione fu stipulato in poco tempo. Così, in cambio di una firma e dell’autorizzazione allo sfruttamento della sua immagine, Nick Lause ebbe un bel vestito rosso e abbastanza soldi da poter ingrandire il capannone, ammodernare la slitta, costruire una vera comoda stalla per le sue fidate renne e assumere degli aiutanti.

In breve tempo la sua fama crebbe smisuratamente e il suo lavoro anche, ma sempre più bambini da ogni dove scrivevano letterine a Babbo Natale chiedendogli di passare anche da loro. Nick Lause scoprì che in tutto il mondo vi erano depositi in cui abbandonavano i rifiuti, e, ormai ferratissimo negli affari, avviò un franchising planetario con sede centrale a Rovaniemi dove venivano recapitate tutte le letterine coi desideri dei bambini e poi smistate ai vari affiliati che nella notte di Natale, bardati di vestito rosso, barba bianca, slitta e istruiti nei corsi “Diventa anche tu Babbo Natale!” avrebbero recapitato i regali.

IL TEMPO PASSA PER TUTTI

Altri anni e il lavoro crebbe ancora, la massa di rifiuti scaricata periodicamente dagli umani attorno alla casetta innevata non si arrestava mai. Inoltre uno sciame di femministe incazzate marciava ogni dì per tutte le strade in decine di nazioni per protestare contro la discriminazione sessuale che riservava il franchising “Babbo Natale” agli uomini. Fu così necessario istituire una seconda data per la consegna di regali  e avviare un nuovo franchising “Diventa la Befana e collabora con Babbo Natale” riservato alle donne.

Passavano gli anni e Babbo Natale ripensava sempre più spesso con nostalgia ai bei tempi di una volta, quando attorno alla casetta innevata regnava il silenzio e la luce boreale non era offuscata dalla illuminazione a 20mila candele che filtrava dall’ormai immane capannone dei regali.

Fu così che una sera d’inverno, un povero vecchio,  barbuto  straesaurito e sovrappeso, attraversò la porta di una anonima taverna e, fissando la foto della sua bella casetta innevata (ormai sostituita da un palazzo a sette piani con annesso dormitorio per gli Elfi aiutanti di Babbo Natale n.d.r.),  si ubriacò per dimenticare.

Ora che lo sapete dedicategli un pensiero quando butterete il vostro sacco dei rifiuti ;-)

Approfondimenti: se ancora non siete convinti, qui potete vedere uno degli spaventosi effetti seguiti al fenomeno “Babbo Natale”….

AUGURI A TUTTI!

Humoracconto pubblicato anche su ePress

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Discussione

3 pensieri su “Babbo Natale? Ecco la Vera Storia come Nessuno ve la Racconterà Mai

  1. Sicuramente penserò a Babbo Natale…ma mi sorge spontaneo un dubbio: ci si può fidare degli assessori di Rovaniemi? Sono leali ed onesti? Spartiscono equamente i rifiuti sul territorio tra il Babbo e la Befana??? Il famoso carbone della Befana è il risultato degli incendi abusivi per lo smaltimento delle scorie tossiche???
    Ti auguro un mondo di cose belle…perfettamente riciclate! ciao

    Pubblicato da Fabiola | 20 dicembre, 2008, 7:31 pm
  2. Ciao Fabiola :-)
    Oddio voglio sperare che almeno là, vicino al circolo polare artico, il bianco delle candide nevi e la tenue luce boreale abbia un effetto positivo sugli assessori sennò sai come si affollerebbe la taverna….
    Ammetto però che sulla equità della spartizione e sulla natura del carbone della Befana qualche dubbio l’ho avuto anch’io ;-)
    Auguroni a te :-)

    Pubblicato da Vale | 20 dicembre, 2008, 8:01 pm

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  1. Pingback: Babbo Natale da ridere: dalle nevi al marketing - ItalianBloggers - 22 dicembre, 2008

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