La Talpa 3: Spezziamo una Lancia per il Trentatalpe


Mentre si dibatteva sulla elezione di Obama, carinerie e social card, un gruppo di esemplari scelti della specie Homo Sapiens veniva catalputato nella selvaggia Sudafrica e convinto in svariati modi ad affrontare decine di prove di forza, di resistenza e di equilibrio, coronate ogni settimana da questionari relativi alle peculiarità e abitudini di un individuo non bene identificato che amava farsi chiamare “Talpa”  – anche se non era cecato e non viveva sotto terra –  e vacanze tutto pagato in capanna zulu allietati dalla compagnia di una famigliola tipica autoctona.

Il povero gruppo di sparuti era stato reclutato da una certa “Paola” con promesse e auspici del tipo “Supererai le tue paure”, “Tornerai più forte di prima”, “E’ l’esperienza della tua vita”, “Riuscirai a far girare la Terra al contrario”, “Fermerai il Sole”, più altre amenità terminate con la consegna di un biglietto aereo per la remota Durban e l’intendimento di portare SOLO lo spazzolino e costume da bagno, in quanto il dentifricio era già sul posto e i vestiti non sarebbero mai serviti a granché.

Risulta che la prima sera costoro, manifestato un animo troppo goliardico in perfetto stile “gita scolastica”, siano stati severamente puniti assistendo all’incendio della casetta e deportati su un alloggio galleggiante. Galleggiante su non si sa bene cosa, se squali, coccodrilli, serpenti marini o  resti zulu.

Convocati in una angusta saletta, i nostri eroi furono sottoposti ad uno sconosciuto (per loro, perché per noi spettatori era la terza volta e la sapevamo lunga) cerimoniale, durante il quale ricevettero il responso scritto e controbollato da parte dell’Oracolo di Durban, che indicava chi di loro sarebbe stato talpizzato e quindi pronto per avviarsi verso un nuovo piano di esistenza.

I poveretti non sapevano, e se lo sapevano non ci credevano, che da quel momento tutte le loro azioni e reazioni –  a partire dal primo stiracchiamento della mattina fino all’ultimo battito di ciglia della giornata – sarebbero state attentamente analizzate per circa 2 mesi da milioni di detective siti in Italia e capeggiati dalla certa Paola. Non sospettavano che gli sarebbero stati attribuiti pensieri sconosciuti, che a turno ognuno di loro avrebbe dovuto spiegare –  e in modo assai convincente pena una dolorosa scarica di sms –  perché non era la Talpa, quasi come se non esserlo fosse una colpa

Non era una colpa ma di certo non fu un vantaggio quando uno strano morbo denominato “Vittima della Talpa” iniziò a decimare il gruppo e dal momento che all’unica persona in possesso del vaccino era stata regalata la partecipazione ad un documentario naturalistico dal titolo “30 giorni con la famiglia Zulu: ombre e luci del Sudafrica” (su tale argomento un confessionale inedito della Talpa rivelerà che quei 30 giorni furono i più rilassanti datosi che le urla di Karina si disperdevano nella foresta anziché investire la casa-barca…).

I giorni e le notti si succedevano lentamente, tra passeggi di enormi ragni, visite di coccodrilli e secchiate d’acqua rigorosamente gelate, i nostri eroi cercavano la benedetta ovunque: nel fango, nell’acqua, nel fuoco, perfino sottoterra ma la Talpa non saltava fuori.  Disperati, un giorno la cercarono lanciandosi nel vuoto, convinti potesse aver magari le ali. Ma nemmeno allora il miracolo avvenne.

Come un battito d’ali causa un uragano a migliaia di chilometri di distanza, l’accumulo nella ionosfera terrestre della energia urlatrice dell’uragano Karina originò un nubifragio e la pace se ne andò per non tornare più. Si narra – ma forse è una favola zulu – che una notte, sentendo eccessivamente ondeggiare la casa-barca, uno degli sparuti abbia bofonchiato “Ma che palle, cos’è ‘sto dondolio?” e l’altro abbia risposto “Lo zulu avrà di nuovo pestato un piede a Karina. Ammappete come s’è ‘ncazzata stavolta”

La tensione cresceva e gli iniziali dialoghi “Buongiorno-Buonasera” degli sparuti si erano stabilizzati su una sola domanda: “Sei tu la Talpa?” e una sola risposta: “No! E’ l’altro, è se continui a rompere con ‘sta storia giuro che te meno e in Italia ce ritorni a nuoto!”

Una sera si ritrovarono finalmente faccia a faccia con la certa Paola, ma Ella invece di offrir loro due belle cosce di pollo, magari cotte sul barbecue-palla di fuoco che con cortesia le avevano spostato da qui a lì e da là a qua per buoni 10 minuti senza che Ella trovasse una collocazione adatta, gli regalò un giro sul poligrafo con annessa analisi termofacciale dove i due Homo Sapiens maschi sopravvissuti e in crisi d’astinenza furono costretti a fissare una bella bionda senza farsi salire la temperatura. E solo allora capirono quanto fosse belva la certa…

Ma gli Dèi vollero ancora prendersi gioco di loro: prima punirono la Talpa-Franco Trentalance facendole perdere il bottino, perché –  ahimè – era stata sgamata dai detective italiani quella volta che andando alla toilet si era trattenuto 5 minuti più del solito. Voci di corridoio rivelarono che fu per colpa del’ultima partita di cibo Zulu, ma nessuno ci credette. Indi gli Dèi premiarono la urlatrice Karina giacché le sue corde vocali vibrando a frequenze mai udite prima erano riuscite a creare un potente campo elettromagnetico che aveva calamitato sulla sua testona tutto il bottino…..

Dopo di allora si persero le tracce della Talpa. Si narra che l’ultimo avvistamento avvenne nel parcheggio della Mediaset prima di ingranare la marcia quando un autore gli gridò “Ehi Talpa! Vieni che facciamo le foto per i fans” e fu udito qualcosa tipo “A tua sorella”….

Scherzi a parte: dopo 2 mesi di indagini, interrogatori, indizi nascosti e video rivelatori “La Talpa 3”, iniziata quasi in sordina, ha terminato il suo percorso in attivo arrivando a prolungare il gioco con una puntata in più per gli ottimi risultati in termini di ascolti.

Ho seguito tutte e tre le edizioni, fin dalla prima Talpa in cui Marco Predolin era facilmente scopribile tanto che ci giocava sopra apertamente, passando per la Talpa “sotterranea” Paolo Vallesi il cui nome era rimasto inciso su un bastone ricoperto di corde per tutta la durata del gioco senza che nessuno ci facesse caso.

Le prime due Talpe le scoprii con qualche puntata d’anticipo, quest’anno devo complimentarmi con autori e talpona perché sono riusciti a farmi restare il dubbio fino alla fine del gioco.

In particolare ho seguito solo il serale saltando tutti i day time ma ho sentito parlare del Trentalance come Talpa fin dalla prima puntata e gli indizi erano tutti lì, però nonostante trovassi molto sospetta la storia di usare le lance per designare il sospettato del gruppo ho preferito sperare nella Melita per motivi affettivi perché sono anni che è attesa una Talpa donna.

Dopo il primo video della Talpa che passava i bigliettini, tutti i riferimenti al fatto che fosse resistente, egocentrico, interessato ai soldi mi avevano fatto oscillare tra Clemente Russo e il Trentalance. Ho poi riscartato quest’ultimo proprio perché durante il gioco si vedeva che era una brava persona, leale, mentre normalmente una Talpa te la aspetti in qualcuno che si compiaccia di esserlo, quindi un po’ canaglia in fondo. Nonostante tutto le prime due Talpe erano sembrate a proprio agio nel sabotare i giochi, mentre quest’anno gli autori hanno pensato di dare l’incarico ad uno che si sarebbe trovato più a mal partito.

L’unico sospetto chiaro che avevo sul Trentalance era la accurata scelta di parole, il troppo perfetto italiano che appariva nei bigliettini, la grafia precisa e ordinata che distingueva molto bene tra accenti e apostrofi. Ma chissà perché avevo pensato che forse i bigliettini venivano scritti dagli autori prima del colloquio e poi solo passati dalla Talpa. Addirittura pensavo come tanti che Trentalance sarebbe stato eliminato all’ultimo test perché sembrava dubbioso. Molto bravi quindi gli autori a scegliere proprio una persona che appariva calma ma non calcolatrice né compiaciuta.

E in fondo meglio così perché la sorpresa finale è stata migliore degli altri anni, davvero piacevole.

Come mai è stato così seguìto il programma? Al di là di altri reality come “Grande Fratello” o “Isola dei famosi”, che oramai vanno avanti solo con le uscite trash o le improbabili storie d’amore, “La Talpa” ha una nota componente giallistica: devi scoprire chi è il disgraziato di turno che si diverte a sabotare gli affari altrui. L’ambiguità di ognuno viene messa a nudo, si sospetta di chiunque anche se innocente, proprio la sua innocenza sembra testimoniare la colpevolezza mentre la sua colpevolezza è così smaccata che fa quasi dubitare della facilità con cui ci sei arrivato. Chi non ha mai sospettato di avere una Talpa nella propria vita? Una persona che sembra remare con te ma che invece ti fa le scarpe.

Eliminando gli indizi disseminati dagli autori sul logo della Talpa, metodo di votazione, video coi bigliettini e riferimenti vari, senza tutti i fuori onda, mi chiedo quanti telespettatori sarebbero arrivati a capire chi era solo analizzando il comportamento dei concorrenti senza tirare a indovinare? Se fosse bastato vedere chi sbagliava le prove o si rifiutava di affrontarle allora tutti hanno sbagliato qualcosa,  tutti sarebbero state potenziali Talpe. Tantevvero che secondo me Karina Cascella è stata la più sospettata del pubblico fin dalla prima puntata per due motivi: le prime volte la votavano perché onestamente con tutti gli urli, litigate varie e mettersi sempre in mezzo manco fosse lei la conduttrice del programma, l’avrei votata anche io per farla espellere dato che a mio avviso trashava alquanto il programma; ma poi se superava tutti i test voleva dire che lei sapeva tutto e quindi la mandavano al test per avere altri indizi dalle risposte. Ha infatti poi ammesso di aver notato un indizio rivelatore sulla Talpa durante un fuori onda per un comportamento “colpevole” di Franco.

Solo due appunti: secondo me il vincitore avrebbe dovuto risultare dal test finale tra Karina e Clemente e qualora il pubblico avesse scoperto la talpa uno spettatore avrebbe vinto il suo bottino , così come era stato fatto alla prima edizione quando vinse Angela Melillo; non mi è piaciuto che sia stato il pubblico a decretare il vincitore, questo è un reality che premia la capacità non la simpatia o il buonismo; e infine una Talpa così brava meritava di essere premiata per il bel programma che ci hanno regalato, quindi anche se avessi avuto la certezza sul Trentalance non lo avrei mai votato come sospettato del pubblico alla fine.

Giovedì 4 dicembre su italia 1 alle 21.10 circa il galà con i concorrenti e opinionisti per rivedere le azioni della Talpa.

Archiviata la terza edizione e il nostro Franco “Trentatalpe” ora aspettiamo la quarta sperando nella talpa donna e ci domandiamo se riapparirà qualche prova più culinaria …. tipo mangiare i grilli abbrustoliti o gli occhi di bue interi come successe nelle prime due edizioni😉

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