I Nove Miliardi Di Nomi Del Micio


E’ notizia di qualche giorno fa che a due genitori sia stata negata dalla Cassazione la possiblità di chiamare il proprio figlio “Venerdì“, classificato tra i nomi “ridicoli o vergognosi“.

Non entro nel merito della cosa, perché a mio avviso anche un nome “normale” può passare per ridicolo o vergognoso, dipende dall’uso che se ne fa.

Vi ricordate quella pubblicità della signora che diceva al proprio cagnolino “Arturo tira su le zampe che devo lavare”? Se voi l’avete dimenticata sicuramente se la ricorderanno tutti i ragazzi di nome Arturo che furono presi in giro quotidianamente (ne conoscevo uno anche io)…

Cosa pensare del nome “Olindo”? Lo uso tutti i giorni per condire i piatti e pertanto mi risulta davvero difficile associarlo ad attività non culinarie.

Quanti bambini di nome “Carletto” stanno crescendo con la crisi di identità perché non sanno più se sono esseri umani o camaleontini divoratori di sofficini?

Per non parlare di certi cognomi di cui qui vedete un esempio. Nel mio paese si parlò per anni di un matrimonio tra due persone i cui cognomi erano “Sorcio” e “Zoccola“, ci si ride ancora oggi, e son tutte cose vere. Aprite l’elenco telefonico e vedrete quanti cognomi strani che ci sono…

Uno dei passatempi preferiti ai tempi del Liceo era prendere qualche pirla in corridoio e chiedergli con una scusa di andare un attimo nell’aula tot (dove lezionava il/la famigerato/a prof che metteva 4 a tutti) e pregare di far uscire Felice Mastronzo per dirgli due parole. Incredibilmente si trovava sempre qualcuno da mandare al patibolo…🙂

Come giustificare Giulietta che aprì la famosa questione sul cognome di Romeo, tanto da costringere il Bardo William Shakespeare  a dare il meglio di sé nella poesia botanica?

 “…che significa montecchi? nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un’altra parte qualunque del corpo di un uomo. che cosa c’è in un nome? ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo..

Io sono fortunata che ho un gatto, di pelo nero, a lui ho potuto dare il nome che volevo senza il consenso del Tribunale.

Il nome base del mio gatto è Nerino, in memoria del vecchio gatto cresciuto da mia mamma quando era ragazza. Scelto in 5 secondi (leggi qui  il commovente incontro), siamo stati giorni interi a chiamarlo continuamente finché non ha imparato che quello era il suo nome umano. Dopodiché siccome siamo strambi abbiamo varato altri nomi che usiamo a seconda delle circostanze, eccone alcuni…

 – Nerino Paperino, Neretto Paperetto, Nerone Paperone: appartenenti al gruppo “Paperi e affini”

 – Nero: perché avere in casa un gatto che sa masterizzare cd e dvd può essere utile

 – Micioski: variazione russa, da utilizzare sempre e soltanto assieme ad una bella bottiglia di Vodka.

 – Micioski Paperoski: sempre del gruppo “Paperi e Affini” ma con colbacco in testa

 – Don Micionzo: Basta con Don Matteo, Don Chisciotte e Don Camillo. Don Micionzo è meglio!!

 – Mon Micion, Mon Amour: appartenenti al genere “Vita Parigina” , si pronunciano come una scampanellata e rigorosamente allungando l’ultima sillaba.

 – Piccolo Jedi: con quel mantello di pelo nero dategli una spada laser nella zampa e ne vedrete delle belle…

 – Gatto Liquerizia: sono finite le mentine…

 – Barattolino di Petrolio: siamo l’unica famiglia al riparo dalla crisi mondiale.

 – ‘More: Il secondo come numero di volte utilizzato.

 – Ciccio, Cicciolino, Cicciolotto: con quelle belle coscetelle di micio…MMMHHH che acquolina…😉

 – Miciottone: dallo slogan “Salva il Miciottone salva il mondo” varato sull’onda dello slogan della prima stagione della epopea dei supereroi di Heroes  (“Salva la cheerleader salva il mondo”)

 – Paperottolino amoroso dudù dadadà: e dài che si capisce!

 – Bizet: personaggio de “Gli Aristogatti

 – Billo: come il cane di Rocky

 – Er Fusarolo: non c’è bisogno di spiegare perché….

 – Piripacchio: quando non mi ricordo come si chiama

 – YuYu: mistero della fonetica, tanto risponde lo stesso🙂

A Zia Vale', ma la vogliamo fini' co' 'ste scemenze?

A Zia Vale', ma la vogliamo fini' co' 'ste scemenze?

Con qualsiasi nome lo chiami lui risponde, non al nome ma all’affetto che racchiudono quei suoni. Anche se, per ovvi motivi, quando lo chiamo col suo vero nome, “Nerino“, la coda gli si arrotola, l’occhio si sgrana, si stiracchia tutto….e le fusa gli vengono meglio.

Per finire, una menzione sulla cagnolina che avevamo molti anni fa, secondo il veterinario figlia di una volpe (vera) e di un cane pincher, si piazzò sul sedile della macchina di mia sorella mentre vagava per le campagne Lucane, ricevette in dono – e riportato perfino sul suo libretto sanitario – oltre al nome anche il cognome in tema: Canilla Bubù, per gli amici “Nilla“.

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