Opinioni e Giudizi: Punti di Vista


L’altro giorno riflettevo sulla differenza tra le due diverse mentalità e atteggiamenti nelle interazioni con “l’altro”. Sicuramente ti sarà capitato nella vita, o ti capiterà, di conoscere persone che abbracciano una di queste filosofie: le persone che esprimono opinioni e quelle che invece preferiscono giudicare. Probabilmente anche tu talvolta o costantemente ti sarai ritrovato da un lato o dall’altro di questa barricata, i cui muri poggiano su un concetto basilare che si chiama “Apertura Mentale”, di cui è Maestra la serie di Star Trek

Che differenza c’è tra una opinione e un giudizio? Presto detto: la Opinione è un parere espresso senza alcuna pretesa di verità assoluta, rivela una impressione, un Pensiero, qualcosa che è modificabile, rivalutabile, NON definitivo. Una opinione è una proposta di verità, NON LA  verità in persona;  il GIUDIZIO invece è per sua definizione PERMANENTE , DEFINITIVO, INAPPELLABILE e ha la PRETESA di essere VERITA’ ASSOLUTA, anche se NON lo è. Essere giudicati è come ricevere un tatuaggio, un marchio a fuoco, una cicatrice PROFONDA.

L’OPINIONISTA

CHI esprime una opinione valutala possibilità che la verità possa essere DIVERSA, ammette di poter avere una visione  parziale, è disposto a riesaminare le proprie idee se vi sono VALIDI motivi.

CHI esprime una opinione quindi si sforza di superare i limiti mentali che tutti gli esseri umani hanno, cerca di essere obiettivo, ed ha l’umiltà’ per imparare dai propri errori.

CHI esprime una opinione NON si offende SE altri non la condividono, e NON si “assegna” il Premio Nobel SE gli altri la condividono, NON si sente un imbecille se si accorge che non sia valida. Il suo quoziente intellettivo può essere alto o basso non importa, NON viene variato dal trovare altre opinioni simili o discordi. Chi esprime una opinione NON si identifica con le sue idee, per quanto possa tenerci, NON arriva al punto da considerarsi un fallito o un genio a seconda di quante persone sono d’accordo/disaccordo con lui. E soprattutto NON costringe (né con modi violenti né con maniere subdole) il prossimo a pensarla allo stesso modo.

IL GIUDICE

CHI giudica invece è CONVINTO di aver CAPITO tutto, di VEDERE la realtà, si sente il depositario della VERITA’ e vorrebbe che TUTTI la capiscano così come la capisce lui. Anzi arriva a provare quasi un senso di pena o di superiorità per chi non aderisce al VERBO ed escogita, spesso inconsciamente, sotterfugi psicologici, sottili manipolazioni, per portarti dalla sua parte. Da un lato si sente privilegiato perché ritiene di avere la fortuna (o il merito se ha una eccessiva autostima) di essere “in contatto continuo con l’unica immutabile Verità di questo mondo”; dall’altro se è altruista o insicuro pensa che la stessa DEA Verità gli abbia assegnato anche il dovere di CONVERTIRE chiunque gli attraversi la strada.

Il “giudice” IRRIDUCIBILE, passa la sua vita a trarre sicurezza dal plagiare il prossimo, ha un BISOGNO continuo di confrontarsi con gli altri al solo scopo di GIUDICARE e non di scambiarsi opinioni. NON cambia idea NEMMENO se è incoerente, difettosa, incompleta, nociva a sé o agli altri. CHI giudica percorrerà la strada della testardaggine fino alla fine, e accetta solo pareri concordi al suo in maniera incondizionata.

Il “giudice” FURBO arriverà perfino a simulare un atteggiamento da “opinionista”, ma dopo alcuni scambi di battute non potrà fare a meno di TRADIRSI emanando uno dei suoi soliti editti.

Spesso – ma NON sempre –  il “giudice” è una persona acculturata, intelligente, informata, dotata di buona dialettica sviluppata in anni e anni di arrampicata libera sui muri della ottusità. Ma allo stesso tempo ha bisogno di continue conferme e dove non le trova ti applica la etichetta “SCARTATO“. Da quel momento NESSUN evento naturale o soprannaturale potrà intercedere nei vostri rapporti, che, SEMMAI avverranno, saranno basati sulla educazione e basta.

Chi ti giudica NON ti stima, perché o è troppo occupato a sovrastimare sé stesso, o è troppo occupato a temere di non valere una cicca. In tutti i casi è OCCUPATO. Potrà essere un buon commensale o un valido compagno di “bevute“.

IL GIUDICE CHE LAVORA

Esistono molti professionisti che SOLO per il fatto di essersi accaparrati una laurea, chi con sudore, chi con spintarelle, chi con inganni, chi con fortuna, chi con l’influenza di papà, si ergono a “giudici” con la scusa “Ho il ‘titolo’ quindi ne so di più di te a priori, poi chissenefrega se ho passato gli anni della laurea a rimorchiare. Ho sbagliato? Ti ho fatto un danno? Mi hai anche sbattuto in faccia le prove inoppugnabili che sono fallibile e imperfetto? Ma va’ IO NON SBAGLIO MAI. Sei TU/E’ LUI/sono LORO che non capiscono niente.. blablabla….. Questi sono anche i peggiori “giudici”: tronfi e scorretti, passano le giornate a rovinare il mondo con la loro miopia e l’assenza di obiettività dimenticandosi che nell’epoca del Web 2.0 l’Umiltà è consigliata, se non altro per non perdere la faccia oltre ai clienti.

RIFLESSIONI

La differenza secondaria tra “opinionista” e “giudice” è che il “giudice” raramente si potrà evolvere in “opinionista”, mentre l'”opinionista” può degenerare e ritrovarsi “giudice”. Questa è una chiara dimostrazione che l’entropia esiste.

Ti riconosci in UNO di questi profili? Nella MEDIA delle conversazioni diverse volte ci capita di essere gli “Opinionisti“, diverse altre volte però ci capita di riconoscerci tra i “Giudici”  (dopo il mio articolo presumo con un po’ di imbarazzo ;-)   )

PERCHE’? Perché siamo esseri umani e abbiamo le emozioni, l’insicurezza e una serie di altre cose che ci definiscono come “mortali, fallibili e imperfetti”.

Come possiamo pensare di conoscere a menadito la verità assoluta se siamo così “piccoli“? E’ semplice: LA VERITA’ ASSOLUTA non la conosce nessuno.

Il “giudice” però è convinto del contrario, per lui esiste una VERITA’ ASSOLUTA perché guarda il mondo dal suo UNICO  e IMMUTABILE punto di vista.

E qui arriviamo a Star Trek.

UN ESEMPIO FANTA-REALISTICO

“Star Trek: The Next Generation” è la prima serie telefilm dell’universo Star Trek creata e prodotta da Gene Roddenberry con attori in carne ed ossa, dopo la serie originale Star Trek degli anni ’60. Essa fu trasmessa a partire dalla seconda metà degli anni ’80 ed è la naturale prosecuzione, sia tematicamente che temporalmente, della serie madre.

Come tutti i fan sanno, il successo di questa serie NON  poggia su effetti speciali o colori ultravivaci, ma sulla visione di esseri umani il cui scopo è conoscere, studiare, capire, migliorarsi in uno scambio continuo di opinioni e punti di vista. Per le perle di saggezza di alto valore educativo disseminate lungo la saga, a mio avviso meriterebbe di essere inserita nei programmi scolastici. I ragazzi si divertirebbero di più e studierebbero con più piacere, compensando la noia dei “mattoni” troppo difficili e fuori tempo (mattoni che comunque sono menzionati ANCHE nei dialoghi dei personaggi).

Nella terza stagione di “Star Trek: The Next Generation” compare un episodio intitolato proprio “Punti di Vista” (titolo originale: “A Matter of Perspective”).

Il Comandante Riker (Jonathan Frakes) viene accusato di avere ucciso uno scienziato alieno che stava lavorando ad un importante progetto e ci sono forti prove di colpevolezza; il Capitano Picard (Patrick Stewart), anziché giudicarlo colpevole e abbandonare il suo primo ufficiale, ottiene di effettuare una indagine preliminare per capire SE ci sono validi motivi per farlo processare o se la verità sia un’altra.

Si procede con l’aiuto del Ponte Ologrammi e dei testimoni: ogni testimonianza viene “rappresentata” visivamente con personaggi olografici.

La prima testimonianza, quella di Riker, lo vede comportarsi correttamente seguendo le direttive della Flotta Stellare e senza MAI deviare dal percorso o dare segno di cedimento davanti alle àvances della moglie dello scienziato, il quale appare completamemente ostile alla sua visita improvvisa e lo prende a pugni. Riker non sembra avere motivi per uccidere lo scienziato.

La seconda testimonianza, quella della moglie dello scienziato, lo descrive invece come un Don Giovanni che sfrutta il suo incarico e il suo grado per circuire la signora e sbaciucchiarla di nascosto facendo infuriare lo scienziato che, pestato da Riker, minaccia di fargli rapporto per abuso di potere. Sembra quindi che Riker avesse motivo di ucciderlo.

La terza testimonianza riporta le impressioni che lo scienziato aveva rivelato alla sua collaboratrice prima di morire; secondo questa versione lo scienziato era molto disponibile verso Riker, resta dispiaciuto quando scopre la tresca con la moglie ma si comporta da signore.

Tre versioni molto diverse. Uno di loro mente? No, viene appurato che nessuno mente, ognuno ricorda che le cose siano andate proprio così. Perché ognuno ha valutato la vicenda dal suo PUNTO DI VISTA, e perciò più che farsi una OPINIONE non poteva. Un forte colpo a chi ancora crede nella attendibilità delle testimonianze oculari.

Il navigato Capitano Picard invece, avendo valutato i vari punti di vista, ha una visione meno parziale della realtà dei fatti e risolve il caso. Per inciso: Riker non aveva ucciso nessuno, ma non sapremo MAI come siano realmente andate le cose con la moglie e con lo scienziato…..

CAMBIARE IL PUNTO DI VISTA

Un altro illuminato esempio di come sia importante valutare altri punti di vista ce lo offre il famoso film “L’attimo Fuggente” nella scena in cui esortati dal professore (un appassionato Robin Williams) salgono tutti sul tavolo.

RIASSUMENDO: l'”opinionista”  SA che ci sono TANTI punti di vista e sale volentieri sul tavolo; il “giudice” invece vede SOLO il suo punto di vista, resta a piedi e, se è pure decerebrato, medita di tagliare le gambe al tavolo.

IL GIUDICE INCONTRA L’OPINIONISTA

Quando l'”opinionista” dialoga con un “giudice”, il “giudice” tende a mangiarselo a colazione, dato che è il “predatore naturale dell’opinionista“; forte del vantaggio offertogli dall’opinionista, che ascolta i vari pareri, cerca di insinuarsi nella sua mente come un virus informatico per riprogrammarlo. Se ci riesce vuol dire che in questo caso si trattava di “falso opinionista”, cioè di persona insicura che gradisce chi gli dice cosa pensare e non aspettava altro che ritrattare la sua opinione.

L’ errore più frequente commesso dai “giudici” è presupporre che l’opinionista sia anche SCEMO. Garantisco che si sbagliano.

Questa è proprio la differenza tra Apertura e Chiusura Mentale, tra sapere/non sapere interagire con gli altri.

 

CONSIGLIO: se conosci un “giudice” la soluzione migliore è riservare a lui le attività che non richiedono sforzi mentali. Se è del tipo “irriducibile” fai sempre cenno di sì qualsiasi cosa dica e trova una scusa per svicolare: farai contento lui ed eviterai di impelagarti in discussioni di anni. Se è un professionista a cui ti sei rivolto, congedalo ai primi segnali di ottusità. Il professionista serio e preparato lo troverai solo tra i “veri opinionisti“, mentre i “giudici” vanno raccomandati al tuo peggior nemico ;-)  Per i “giudici” che lavorano come dipendenti o precari c’è sempre il metodo Antistronzi

NOTA FINALE. Ovviamente tutto questo discorso è frutto di una mia opinione e come tale va presa….

Raccontaci delle tue esperienze con “Opinionisti” e “Giudici”🙂


Disclaimer: I suddetti video sono qui riproposti “così come sono”, ovvero nella versione controllata, approvata e pubblicata online dallo staff di YouTube (USA). Si declina ogni responsabilità in merito al contenuto dei video collegati tramite link a http://www.youtube.com.

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11 risposte a Opinioni e Giudizi: Punti di Vista

  1. emanuele ha detto:

    Ergo : TROPPI giudici e pochi opinionisti. Condivido totalmente il tuo pensiero , con la sola differenza che i “giudici” , io li definisco i “pico”. Ciao

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  2. Vale ha detto:

    🙂

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  9. Moemi ha detto:

    bella riflessione che mi trova abbastanza d’accordo… alle volte mi chiedo come possa non venire un dubbio ai cosiddetti giudici, a me ne vengono sempre tanti (senza magari cascare nel falso opinionismo) però mi sale la mosca al naso nel riconoscere qualcuno che vuole rifilarmi la sua verità assoluta… a questo punto tanto vale far come con i matti, fare sìsì con il capino e passare oltre…

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