Non Saper Riconoscere un Errore
Ritornando ai problemi di alcune persone nel riconoscere i loro errori, e preciso i loro, in quanto non perdono invece occasione per sottolineare i tuoi. Io ne ho incontrati e ne incontro tanti di imperatori vanitosi e di suoi fedeli sudditi: persone intelligenti, perfino colte, che stanno tutto il giorno ad acclamare i vestiti invisibili, sia nel privato che nel lavoro. Continua a leggere…
Forse sono un automa
Leggo spesso di giovani e trentenni che si lamentano di una grossa azienda dove ho lavorato come sviluppatore di software e dove ho amato lavorare.
Si lamentano che a lavorare lì non si ha più una vita, che fanno troppi straordinari, che lavorano anche il sabato e la domenica, che devono fare le trasferte, che non hanno più il tempo di uscire con la ragazza, che per lavorare lì bisogna essere automi, troppo stress da lavoro e bla bla bla. Continua a leggere…
Come Dare Le Dimissioni con Soddisfazione: Il Colpo di Coda
Sere fa guardavo X-Factor, il reality show musicale da cui è nata Giusy Ferreri, e notavo che era già la seconda volta che la Simona Ventura parlava della “cazzimma“ - una parola molto nota dalle mie parti – e in relazione ai Bastard Sons Of Dioniso.
Lei cercava di spiegare cosa era questa misteriosa “cazzimma” ma credo che ai più non sia stato chiaro il concetto. Lo spiegherò con una dimostrazione pratica ritornando all’ultimo giorno di lavoro descritto molto bene in questo articolo su “Come Dare le Dimissioni con Soddisfazione“, argomento che noto essere ancora molto poco affrontato sul web. Continua a leggere…
Come dare le dimissioni con soddisfazione
Ciao a tutti.
Anni fa lavoravo in una azienda informatica di una nota multi come dipendente. Sviluppavamo software. Molto brava non c’è che dire, clienti grossi (famosissime compagnie telefoniche, banche, compagnie del gas, call center, etc), talento riconosciuto da tutti, capi, colleghi, clienti eppure ciao ciao.
Perché? Ovvio, per crescere e quando dico crescere non intendo solo di professionalità ed esperienza ma anche di portafoglio, soddisfazione, perché le parole sono belle, ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare.
Il mio capo non credeva lo avrei mai fatto, era convinto che lavorassi per la gloria e basta. Sì, bravo! Così un bel giorno, portai le dimissioni: e dire che erano anni che avvisavo che me ne sarei andata prima o poi, ma molti “sederi” saltarono dalle sedie alla notizia, non ultimo il mio capo….
Ero considerata una punta di diamante, su qualsiasi progetto andavo a lavorare le cose miglioravano, se un software non funzionava io scoprivo cosa aveva di strano, se c’era da sviluppare qualche strana funzionalità o capire il funzionamento di un sistema nuovo il mio nome era il primo ad uscire; consideravo l’azienda come una seconda famiglia ed ero una delle poche che non si limitava a fare amicizia solo con le persone della sua area di lavoro.
Nessuno avrebbe mai creduto che me ne sarei andata, quando avanzavo l’idea qualcuno commentava che secondo lui se me ne fossi andata io sarebbe crollata l’azienda … (vabbe’ manco fossi stata la Banca d’Inghilterra…..). Tutto questo cessò di colpo. Continua a leggere…
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