La Censura di Berlusconi Sulla Rete? Ma è Già Tra di Noi.
Navigando sulla rete leggevo del nuovo “spot” di Berlusconi che ha già iniziato a pubblicizzare questo misterioso “nuovo progetto per regolamentare Internet”, che intende proporre al prossimo G8 nel 2009. Si inizia a pensare che voglia porre la censura stretta anche sul Web.
Leggevo del nuovo Disegno di Legge che circola nel Parlamento e che vorrebbe praticamente promuovere il 90% dei siti e Blog a testate giornalistiche obbligando chi li gestisce ad iscriversi al R.O.C. Si parla di nuovo di censura e ci si scandalizza che arrivi pure sulla Rete.
Io dico, perché ci scandalizziamo? Lo sapete che esiste da millenni già una forma di censura più sottile e più subdola e che la riceviamo ogni santo giorno? No? Continua a leggere…
Open Source o a Pagamento? Ubuntu e i suoi Fratelli
Quando accesi il mio primo pc anni fa Microsoft Windows era ancora ai primi passi e non lo conoscevo per niente, non avevo neanche un mouse. Come sistema operativo pertanto usavo il caro M.S. D.O.S. con annesso manuale : interfaccia testuale, davi comandi e lui eseguiva; qualche programma di terze parti azzardava una interfaccia grafica ma una parte del tuo cervello veniva adibita, per sempre, alla memorizzazione del significato di tutti e 12 i tasti funzione, quelli che sulla tastiera appaiono contraddistinti dalle etichette F1, F2… F12…… Continua a leggere…
Come creare un blog
Quando nel lontano 2006 iniziai questo blog non lessi assolutamente nulla su come si crea un blog, non seguii alcuna linea guida, non programmai a tavolino di cosa avrei parlato.
Non avevo nemmeno mai tenuto diari per mio conto, sono un tipo abbastanza solitario e non pendo dalle labbra altrui, per cui anche se qualcuno non è d’accordo con me – o è d’accordo con me – non mi cambia la vita…. Continua a leggere…
Verba Volant Sed Scripta Manent: analfabetismo sui forum
Mi capita, come a molti, di frequentare forum e di vedere o subire conseguenze di thread (discussioni) aperte con lo scopo di scambiarsi idee e opinioni su un argomento e poi degenerate in faide sanguinose.
Dopo aver riempito pagine e pagine di insulti, provocazioni, frecciatine e emoticons minacciose, si arriva al punto che
- o il moderatore deve intervenire a sedare gli animi
- o qualche utente stizzito decide di non frequentare più quel forum veleggiando verso altri lidi più democratici
- o si riempiono altre pagine e pagine di salamelecchi e spiegazioni varie a precisare quello che si stava dicendo o quello che non si è capito.
Una nuova moda però sta prendendo piede nei forum dove parlano persone che riescono di tanto in tanto a incontrarsi “de visu”: parliamone da vicino.
Sembra che si stia diffondendo una nuova leggenda metropolitana (almeno è nuova per me): che la parola scritta dia adito a incomprensioni, mentre quella detta sia più chiara.
Questa la ritengo una cosa opinabile, anzi la ritengo una scusa bella e buona e lo chiamo Analfabetismo Camuffato, ma vi spiego perché. Continua a leggere…
Il metodo subliminale
Negli anni ‘90 mi capitò di seguire un corso retribuito finanziato dalla Comunità Europea, argomento: Informatica e affini.
Niente di che, si parlava di Windows e Office per la maggior parte, un ultimo modulo riguardava la contabilità (partita doppia, registri, libro mastro etc).
Dulcis in fundo prevedeva una 5 giorni alla Olivetti di Piacenza dove fummo edotti su Windows NT Workstation.
Tutto il viaggio fu una pacchia. Immaginate: giovani alloggiati in Hotel tutto pagato, bella città (era Luglio), uscite serali, festini fino alle 4 di notte, e un corso interessante con attestato finale. La nostra pover tutor fece davvero molta fatica a controllarci, ma per me fu davvero una vacanza.
Ogni mattina, dopo una pantagruelica colazione con sottrazione di nutelle e marmellate varie per i momenti di fame, ci recavamo presso la sede dove ci attendeva il nostro professore di Windows, che con molta pazienza ci spiegava per 4 ore i segreti della nuova piattaforma. Al pomeriggio c’erano altre 4 ore di esercizi dove mettevamo in pratica quanto spiegato.
La mattina dell’ultimo giorno, dopo aver fatto le 4 di notte praticamente sempre con alzata alle 7 di mattina, eravamo molto stanchi. Al pomeriggio avremmo dovuto recarci alla stazione per prendere il treno che ci avrebbe portati a casa (6 ore di viaggio), per cui la nostra mente era già altrove. Mentre il prof spiegava le mie palpebre lentamente si abbassavano e dovetti adottare delle strategie per restare sveglia, tra fare i disegnini a tirare fuori il biglietto gratta e vinci che avevo comprato, nella speranza di vincere qualche soldino tra gli sguardi incuriositi dei colleghi. Purtroppo andò male, così si passò a farci le dediche sugli scontrini dei souvenir che avevo comprato, a segnare sul libro in dotazione le parti in spiegazione, ma ancora non bastava a tenermi sveglia.
Alla fine diedi forfait. Il problema principale divenne come farsi una pennichella senza che se ne accorgesse il prof…. Continua a leggere…
The Secret of Monkey Island
Non c’è che dire, è il mio videogioco preferito.
Lo scoprii nel lontano 1991, grazie ad un collega universitario – Ugo – che mi prestò il floppy del famoso “The Secret of Monkey Island” , primo capitolo della saga creata dalla Lucasfilm
Sì proprio così, su floppy: si trattava della versione per dos ed era distribuita sui floppy 3.5″.
Ugo me ne aveva parlato con toni talmente entusiastici che mi aveva incuriosita, i pirati mi avevano sempre interessato, così fu che mi prestò il videogioco e mi aggiunse che per imparare tutti i comandi ci sarebbero voluti mesi: all’epoca infatti i personaggi si muovevano usando le frecce e molte azioni venivano eseguite tramite i tasti F1-F12.
Mi prestò anche i fogli con le due figure che sovrapposte ti davano la chiave per avviare il gioco. E anche io entrai nel club. Installai il tutto sul mio 286 e partii per l’avventura piratesca… Continua a leggere…
Gli inizi
Contrariamente ai giovani d’oggi, che nascono col telefonino in mano e navigano su internet a 5 mesi, non avevo mai veramente visto un computer da vicino fino alla età di 22 anni.
Quando avevo 12 anni mio padre mi promise i videogiochi ma poi non li ho mai avuti. Prima dei 22 anni potetti dare solo un breve sguardo da lontano ad un Amiga 500 che era stato prestato a mio fratello, io non avevo mai pensato a fare il programmatore né ad usare un pc. A casa mia il pc era un concetto che apparteneva ad un altro pianeta, e nel mondo internet non esisteva ancora…
L’opportunità capitò a 22 anni mentre frequentavo la facoltà di Fisica, perché l’esame di Esperimentazioni Fisica II prevedeva una prova di programmazione in Fortran 77 e avendo visto una occasione ne approfittai: così fu che ebbi il mio primo pc, comprato per posta a poco prezzo.
Mi pareva una Ferrari, ai miei occhi così bello da guardare. Era un 8086 senza hard disk e con solo 512 kb di ram, usava ancora i floppy a 5 e 25, quelli grandi e neri, col monitor in bianco e nero e Sistema Operativo Dos 3.1. Arrivò, lo disimballai e lo misi sul tavolo, lo collegai …e non capii come si accendeva.
Dovetti consultare il manuale per scoprire che il tasto “ON” si trovava sul retro…. si accese…. Dopo questa prima figurella decisi che mai più la avrei ripetuta, questione di orgoglio!! E mi misi a studiare questa nuova “tecnologia”.
Successivamente passai ad un 286 con Hard disk da 20 megabyte. Sì proprio 20 MegaByte. La velocità della cpu era sui 12 MHz…….
Grazie a lui scoprii cosa sono i virus informatici: dovetti formattare l’hard disk e reinstallare tutto. Il che mi fece fare molti passi avanti nella conoscenza.
Scoprii Gw Basic, il cui editor era disponibile in dos. Il mio primo programma era molto semplice, non era il classico “hello world” ma un saluto personalizzato in base all’utente che avviava il programma.
Una sensazione di Potere Assoluto mi pervase: mi si aprii un mondo intero in cui i computer erano ragionevoli e controllabili.
Pochi mesi dopo conoscevo Dos a menadito, programmavo in Dos e Gw Basic, smontavo e rimontavo il pc, e non aveva più segreti. E scoprii che mi piaceva molto sia smanettare col software che con l’hardware..
La prova in fortran? Si trattava di realizzare in 1 ora un programma per risolvere una equazione col metodo di Newton, testare e stampare i risultati. A quel punto fu facilissimo…. Però poi il fortran non l’ho mai più utilizzato, come linguaggio non mi è mai piaciuto e ne ho usati altri… ma questo è un altro post
Morale: Chi lo ha detto che i giovani sono più avvantaggiati nelle tecnologie? Tutto dipende dalla età mentale e dalla predisposizione…..
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