Valeria Barbera (Recenso): My Blog

…E Adesso Parlo Io!

Posso palpare la signora? Come è Bello Avere la Risposta Pronta

Lungi da me fare un manifesto femminista, ecco un esempio sull’utilità di avere la risposta pronta, che può essere utile sia a uomini che a donne ma probabilmente più a donne a causa dell’educazione da futura geisha che molte ricevono ancora oggi. 

Anche perché  laddove non ci si mette l’educazione ci si mettono quei taluni che come ti incontrano si aspettano una novella Florence Nightingale sempre disposta a sorridere come una cretina e a comprendere qualunque “battuta” o “carineria” seppur pesante, offensiva o umiliante esca dalla loro bocca sempre inutilmente aperta. Il meglio che ti può capitare in questi casi è ricevere una etichetta a caso tra acida, zitella, lesbica, capricciosa o altro.

Il confine delle molestie è così sottile che se poi lo dici alle autorità spesso trovi uno che si meraviglia che ti sia offesa, perché alla sua compagna queste cose  non capitano MAI e se le capitano si sta zitta come da brava geisha.

Dedica due minuti a riflettere su questa domanda: dove è scritto che “le palle”  le possono avere solo gli uomini? Nessuno nasce già con le palle, crescono sempre dopo, basta un po’ di cazzimma applicata.

CONVERSANDO CON UN COGLIONE

Quando anni fa mi recavo a piedi all’Università, incontrai il solito amico che deve per forza dire il tuo nome e i fatti tuoi ad alta voce in mezzo alla strada e così fece sapere ad un raggio di 500 metri quadrati dove stavo andando.

Due ragazzi parcheggiati in una macchina lì vicino sentirono e si appostarono nei pressi del benzinaio vicino all’imbocco del lunghissimo viale verso l’Università. Me ne accorsi subito e siccome la lezione iniziava a breve decisi di accodarmi a qualcuno per fare il tratto “in sicurezza”.

Passò in quel momento una collega che faceva la stessa strada mia. La macchina si rivelò appena fummo entrate in profondità nel viale, in modo che fossimo abbastanza lontane dall’Università e dagli altri passanti, ma anche troppo lontane dall’ingresso per tornare indietro (niente traverse) e si accostò talmente vicino a noi da spingerci verso il muro.

Uno dei ragazzi, quello che non guidava, esordì verso la collega che aveva in mano un quotidiano. “Scusa ci puoi far leggere il giornale?” e la collega non rispose sperando se ne andassero, ma costui gasato dal silenzio insisteva mentre il suo compagno faceva avanzare la macchina a passo d’uomo bloccandoci il lato.

UNA NORMALE RISPOSTA

Alla fine io risposi” Non puoi” . Il ragazzo chiese impertinente “E perché?” , e  io senza mezzi termini risposi “Perché c’è il tuo necrologio sopra“.  L’impertinente, dopo un attimo di sorpresa, provocò “Davvero? E fammelo vedere allora” ma la risposta arrivò immediata “Se non te ne vai subito lo vedrai a breve” mentre tiravo fuori l’ombrello dalla borsa e guardavo la bella macchina.

Il guidatore, più intelligente, capì che con quell’ombrello prima avrei strisciato la macchina, poi avrei fracassato i vetri e dopo…. Il suo compagno invece, più tonto, assunse subito l’espressione del cagnaccio colpito da una scarica elettrica e quasi ebbe un moto di reazione, ma il mio vero bersaglio era già stato raggiunto.

CONGEDARSI DA UN COGLIONE

Il guidatore lo strattonò e gli disse “Andiamocene che è meglio“. Non gl’importava se il suo amico faceva a cazzotti ma il pensiero della macchina rovinata era troppo  e aveva capito che facevo sul serio notando la mia goduria mentre mostravo l’ombrello di metallo. Accelerò e appena avanti fece una inversione ad U. Li salutai con un bel sorriso e le corna in bella mostra sulla manina alzata. Ho ripercorso quella strada altre mille volte a tutte le ore. Non sono mai più ritornati.

REPETITA JUVANT

Purtroppo è più forte di me, l’ho rifatto quella volta che un altro coglione, esaurito perché da giorni cercava di palparmi con la scusa di scontrarsi con me per caso senza riuscirci, un giorno che stavo poco bene mi gridò per strada in dialetto “Io ti butto per terra”  sentendosi rispondere “E io ti spezzo le cosce“. 

Non ho resistito nemmeno quella volta che alla biglietteria del treno una finta sciancata osò offendere pesantemente una mia parente perché non volevamo darle l’elemosina: quando, inveendo, alzò la stampella ergendosi in tutta la sua forma smagliante le dovetti proprio enunciare i  “veri nomi” suoi e di tutte le sue parenti rassicurandola che le avrei volentieri infilato la stampella nel culo facendola uscire dalla bocca.

E perfino con un altro coglione, che molestava dalla macchina e alla mia protesta sostenne di essere delle forze dell’ordine (senza divisa poi), io gli risposi che allora il suo capo avrebbe sicuramente ricevuto una lamentela sul suo comportamento, perché avevo preso la sua targa.

In nessun caso si è mai arrivato alle mani, ed io proprio non riesco a fare la geisha.

Ecco perché, se fossi nata di colore e qualcuno mi avesse dato dell’”abbronzata”, gli avrei tranquillamente risposto che se voleva potevo “farlo nero” in due minuti così anche lui avrebbe sfoggiato una bella abbronzatura.

Ecco perché quando qualcuno avesse detto che “le donne al governo sono utili come tappezzeria“, avrei declinato il suo invito a diventare Ministro di qualunque cosa in quanto la bella testa cornuta appesa a casa mia avrebbe stonato con la sua idea di arredamento.

Ed ecco perché quando qualcuno mi avesse chiesto “Posso Palpare la Signora?“, “scostumata” come sono non lo avrei ringraziato per la “carineria” o il “complimento“, non avrei affatto capito la “battuta”  e non lo avrei lodato per aver usato il termine “Signora“.

Avrei ribattuto né più né meno, con un gran sorriso, “ E io posso dare un calcio nelle palle al signore?

E sono sicura che anche stavolta non sarebbe stata necessaria una dimostrazione pratica.


AGGIUNTA

Rispondo al blogger provenuto da un famoso forum che si è firmato “Un uomo coglione” .  Forse sperava di promuovere il suo blog e di compensare una certa mancanza….

Ti ringrazio di esserti offerto come esempio del mio discorso…e soprattutto di esserti firmato.

Non so per te ma per me coglioni e uomini sono due razze a parte. Poi ci sono gli uomini veri, ma penso che ci addentriamo in un discorso troppo complicato per il tuo Q.I.

Da come scrivi direi che il tuo consiglio farebbe bene a te (troppo sole in testa mi sa visto di cosa ti occupi…).

Ciao e stammi bene ;-)

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6 maggio, 2009 - Pubblicato da | Comunicare oggi, Prove sul campo, Vive la Strafottence | , , , , ,

3 commenti »

  1. E’ una vita che periodicamente trovo il maschietto etero che mi rompe le scatole. Notare che non vesto in maniera provocante e non sono certo una bellezza. Ma niente, pensano tutti che siamo delle disperate in cerca dell’uomo giusto.
    Io vado giù pesante, dal Fottiti coglione al Gira al largo o diventi cibo per i rotweiller a altre cose.
    E il tipo che cinque minuti fa sbavava per me mi dice allora che sono una cozza che nessuno vuole… come era già, la volpe e l’uva?

    Commento di Elena | 1 luglio, 2009 | Rispondi

    • Purtroppo il vestito provocante è solo un pretesto per far sentire “certi” giustificati, in realtà è vero che ovunque si va ce ne sono tanti così.
      Colpa di genitori, amici, media e ora pure la politica, che gli inculcano in testa che le donne siano barattoli sullo scaffale del supermercato e che aspettino solo loro. Alla fine mi pare che i più bisognosi siano chi li cerca, per questo se la prendono se ricevono un no o un pensiero indipendente.
      Ma se chi gli dice no è una cozza loro cosa sarebbero allora che ci vanno dietro? ;-)

      P.S. complimenti per il tuo blog (non sono splinder quindi non riesco a commentare ma ti seguo ;-)

      Commento di Vale | 4 luglio, 2009 | Rispondi


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