Gamma: lo sceneggiato RAI
Gamma è uno sceneggiato RAI trasmesso tra ottobre e novembre del 1975 in 4 puntate di 1 ora circa, per la regia di Salvatore Nocita
Correvano i tempi d’oro per gli sceneggiati RAI. In quegli anni non esisteva ancora l’Auditel, Mediaset, digitale terrestre, Tv satellite e fronzoli simili che potessero distrarre dal realizzare prodotti televisivi di tutto rispetto.
E’ in quegli anni, in cui c’era pochissima scelta ma in compenso una ottima qualità, che la RAI sfornò uno dietro l’altro dei “Signori Sceneggiati”, tra cui gli appassionati ricorderanno sicuramente “La Cittadella“, con Alberto Lupo e Anna Maria Guarnieri, “A come Andromeda“ con Luigi Vannucchi, “Il Segno del Comando“ con Ugo Pagliai e Carla Gravina, e altri ancora.
Erano gli anni in cui gli sceneggiati si chiamavamo “sceneggiati“ e non “fiction“, in cui gli spot pubblicitari venivano trasmessi rigorosamente TRA un programma e l’altro, non NEL programma come succede oggi con quelle ridicole animazioni che danno solo fastidio agli occhi e più che invogliarti a vedere un programma te lo inimicano a vita (e chi ha orecchie per intendere intenda!!).
In quegli anni d’oro avemmo questi splendidi sceneggiati. Il mio preferito è appunto Gamma. Continua a leggere…
Un arrivo speciale
Il Gatto è il mio animale domestico preferito. Ho amato i gatti fin dalla età di 6 anni, quando spesso andavo da mia cugina a giocare con i gattini che vivevano nel giardino della sua villetta. In quei tempi imparai come vanno accarezzati e quanto sono capaci di affezionarsi agli esseri umani. Avevo sempre sperato un giorno di poter averne uno a casa anche se le probabilità che ciò avvenisse erano poche, primo perché a casa gli unici animali che c’erano erano di tipo “Cane“, secondo perché, defunto l’ultimo esemplare, mia mamma, fissata con l’igiene, aveva rigorosamente deciso che mai più avrebbe accettato animali in casa: “Già ci siete voi” era la sua motivazione preferita.
Da diversi mesi una famiglia di gatti neri si era stanziata nei pressi del mio condominio e un moto di piacere faceva capolino ogni qualvolta mi apparivano, anche se mi attraversavano la strada.
La sera del 19 ottobre 2003, ero al computer a terminare qualche compito che mi ero portata a casa dal lavoro; verso mezzanotte bussano alla porta. Un vocìo festoso proviene dall’ingresso, mi chiamano e quasi intuisco qualcosa…. Continua a leggere…
Verba Volant Sed Scripta Manent: analfabetismo sui forum e social network
Mi capita, come a molti, di frequentare forum o social network e di vedere o subire conseguenze di thread (discussioni) aperte con lo scopo di scambiarsi idee e opinioni su un argomento e poi degenerate in faide sanguinose.
Dopo aver riempito pagine e pagine di insulti, provocazioni, frecciatine e emoticons minacciose, si arriva al punto che
- o il moderatore deve intervenire a sedare gli animi
- o qualche utente stizzito decide di non frequentare più quel post veleggiando verso altri lidi più democratici
- o si riempiono altre pagine e pagine di salamelecchi e spiegazioni varie a precisare quello che si stava dicendo o quello che non si è capito.
Una nuova moda però sta prendendo piede nei forum dove parlano persone che riescono di tanto in tanto a incontrarsi “de visu”: parliamone da vicino.
Sembra che si stia diffondendo una nuova leggenda metropolitana (almeno è nuova per me): che la parola scritta dia adito a incomprensioni, mentre quella detta sia più chiara.
Questa la ritengo una cosa opinabile, anzi la ritengo una scusa bella e buona e lo chiamo Analfabetismo Camuffato, ma vi spiego perché. Continua a leggere…
Quando è opportuno mentire
Avevo solo 14 anni quando mia sorella maggiore, che lavorava in altra città, tornò a casa a farci visita e come regalo portò anche il suo ultimo fidanzato.
I miei si agitavano sempre alla notizia del suo arrivo, perché aveva (ed ha) l’abitudine di passare al vaglio tutto ciò che eravamo (famiglia, casa , singole persone) e quello che avevamo fatto, detto e pensato o anche pensato di pensare da quando eravamo nati, guardandolo con una lente un po’ distorta e malfunzionante, forgiata con vari pregiudizi.
Il risultato finale dell’esame suonava come “Massa di Fessi”.
Mio padre aveva imparato il segreto per andarci d’accordo: Continua a leggere…
Le brave ragazze non vanno avanti ma quelle toste sì
E’ il libro che ha cambiato molte cose nella mia vita.
Autrice Kate White, manager aziendale e ragazza “tosta”, descrive la programmazione repressiva che riceviamo noi donne fin da piccole, con i danni che ne conseguono, trasformandoci dalle bambine toste che eravamo alle “brave ragazze“. E da’ delle dritte per annullarla
Poche regole condite con episodi della vita dell’autrice che ben ne spiegano il contenuto e il significato.
Il tono è molto scorrevole, leggibile e divertente, sembra che ti parli una vecchia amica, e soprattutto ci sono tanti esempi di come possono essere facilmente applicate.
Questo libro è il mio preferito del genere. Ne ho letti altri sulle ragazze toste o “cattive”, ma quelli scritti da psicologhe e affini alla fine si riducono a sedute psicanalitiche letterarie, sul cosa dovresti fare. Invece Kate ti dice cosa ha fatto lei, con aneddoti reali da cui trarre spunto per adattarli al proprio contesto. E’ una persona come tante.
Non si tratta di un “manifesto femminista”, anzi può essere letto anche dagli uomini, i “bravi ragazzi“, in quanto si tratta di freni che possono trovarsi sia nelle donne che negli uomini, anche se negli uomini è meno frequente.
Dicevo che questo libro mi ha cambiato molte cose: verissimo! Continua a leggere…
Il test della Kobayashi Maru
Star Trek II: L’ira di Khan.
Tutti i fans di questa saga ricorderanno sicuramente il test della Kobayashi Maru. Per chi non lo sapesse era un test a cui venivano sottoposti i cadetti della Accademia della Flotta Stellare per verificare la loro capacità di affontare uno schema fallimentare. Infatti nella simulazione la nave, con al comando il cadetto, veniva battuta dai Klingoniani.
Nel film l’ammiraglio Kirk, intepretato dall’indimenticabile William Shatner, restava intrappolato in una caverna con suo figlio e una vulcaniana che aveva fatto il test e si viene a sapere che Kirk era l’unico ad averlo superato, evitando la distruzione della nave e la resa al nemico.
Come aveva fatto? Semplice! Aveva cambiato le regole della simulazione.
Lui era mitico e, mentre frequentavo la facoltà di Fisica, l’aver visto il film mi consentì di superare al primo tentativo un esame particolarmente rognoso. Continua a leggere…
Come passare per secchioni senza studiare
Ho sempre avuto una buona memoria.
Alle elementari questo mi consentiva di ricordare esattamente e ripetere tutto ciò che sentivo, anche a distanza di ore, parola per parola.
Utilizzavo questa mia capacità per studiare poco. Infatti la mia maestra aveva un metodo di studio molto efficace: la giornata si suddivideva in due parti, nella seconda parte lei spiegava, molto bene anche, gli argomenti del giorno dopo; nella prima parte invece ci faceva ripetere, ad uno ad uno, la lezione che aveva spiegato il giorno prima. Siccome era molto brava e mi accorsi che la sua spiegazione riportava fedelmente quello che diceva il libro, smisi di aprirlo limitandomi ad ascoltare le spiegazioni. A casa giocavo e basta.
Mi ridussi ad aprire il libro solo se dovevo imparare qualche poesia, se c’erano esercizi scritti o se il giorno prima ero stata assente perdendomi la spiegazione. Però ero pigra e mi scocciavo di studiare anche quando ero assente, preferivo giocare. L ‘obbligo di dover studiare quando ero assente mi pesava. Ma trovai la soluzione… Continua a leggere…
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