Vive la Strafottence
Ho avviato questa sezione del blog dedicata alla strafottenza.
Perché questo argomento?
Preciso che sono ultima di 5 figli, ho 3 sorelle e 1 fratello tutti più grandi di me. Basti dire che tra me la maggiore c’è un divario di ben 12 anni e 6 mesi. Ma non è questo il punto. Immaginate di avere una mentalità aperta ma di crescere in un ambiente in cui la tua opinione non conta, le tue esigenze non esistono, dove insomma se ne strafottono di te anche se tu sei “obbligato” da vincoli morali, affettivi, a non strafotterne di loro. Immaginate di sentirvi dire per anni cose tipo “Non sai fare niente”, “Conto più io”, e cose simili. E questo per anni.
Alla fine hai due scelte: o ti annulli e gli dai vinta ma a scapito della salute, o gli rendi pan per focaccia.
Così il 26 maggio 1996, ad una scorrettezza di troppo ricevuta da una che si professava essere mia “sorella“, procedetti alla detonazione della nuova arma: inziai a strafottermene di loro. E festeggiai il mio Indipendence Day.
Da allora tutto un universo mi si parò innanzi e non mi sono più fermata, né tantomeno intendo farlo. L’unico rimorso che ho è non averlo fatto prima.
Questo perché nella vita un po’ di strafottenza può solo fare bene.
Buona strafottenza a tutti allora!!!
Come dare le dimissioni con soddisfazione
Ciao a tutti.
Anni fa lavoravo in una azienda informatica di una nota multi come dipendente. Sviluppavamo software. Molto brava non c’è che dire, clienti grossi (famosissime compagnie telefoniche, banche, compagnie del gas, call center, etc), talento riconosciuto da tutti, capi, colleghi, clienti eppure ciao ciao.
Perché? Ovvio, per crescere e quando dico crescere non intendo solo di professionalità ed esperienza ma anche di portafoglio, soddisfazione, perché le parole sono belle, ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare.
Il mio capo non credeva lo avrei mai fatto, era convinto che lavorassi per la gloria e basta. Sì, bravo! Così un bel giorno, portai le dimissioni: e dire che erano anni che avvisavo che me ne sarei andata prima o poi, ma molti “sederi” saltarono dalle sedie alla notizia, non ultimo il mio capo….
Ero considerata una punta di diamante, su qualsiasi progetto andavo a lavorare le cose miglioravano, se un software non funzionava io scoprivo cosa aveva di strano, se c’era da sviluppare qualche strana funzionalità o capire il funzionamento di un sistema nuovo il mio nome era il primo ad uscire; consideravo l’azienda come una seconda famiglia ed ero una delle poche che non si limitava a fare amicizia solo con le persone della sua area di lavoro.
Nessuno avrebbe mai creduto che me ne sarei andata, quando avanzavo l’idea qualcuno commentava che secondo lui se me ne fossi andata io sarebbe crollata l’azienda … (vabbe’ manco fossi stata la Banca d’Inghilterra…..). Tutto questo cessò di colpo. Continua a leggere…
Amici?
Lo seguo da quando si chiamava ”Saranno Famosi“, “Amici” infatti era il titolo di un’altra trasmissione televisiva della De Filippi che poi è stato trasferito a questa. E non si sa perché dato che in nome dell’arte dello spettacolo i ragazzi si scannano da mane a sera.
Ma parliamone. Continua a leggere…
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